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martedì 27 maggio 2014


VIA ALLA STAGIONE DELLA CILIEGIA DI PIACENZA. COLDIRETTI: UNA COLTURA SEMPRE PIU' SPECIALIZZATA

E' con la fine di maggio e l'inizio di giugno che si apre la stagione delle ciliegie, una produzione che a Piacenza può vantare un'ottima qualità. "La ciliegia - afferma Luigi Bisi (nella foto), presidente di Coldiretti Piacenza - è uno dei prodotti locali alla base della nostra tradizione contadina e trova massima espressione negli oltre 30 punti di vendita diretta degli agricoltori nella bassa val d'Arda e in altre zone della provincia, dove si possono acquistare nel rispetto della stagionalità e dunque della qualità del sapore e dell'ambiente".

Da sempre le zone della bassa Val d'Arda, in particolare i comuni di Villanova, San Pietro in Cerro, Castelvetro, Monticelli, Cortemaggiore e Besenzone, si sono contraddistinte per la produzione di questo frutto; ancora oggi sono presenti infatti diverse varietà di ciliegia piacentina più antica: flamenco, pavesi, mora o mora piacentina, mori, marasca di Villanova, prima, primissima, smirne e mora di Diolo.

Nella zona, vocata alla produzione anche grazie alle caratteristiche del terreno umido, riconducibile alla vicinanza del fiume, resistono metodi di produzione antica, con piante che possono raggiungere i 10 metri di altezza e che sono caratterizzati da una raccolta manuale. Raccolta che invece diventa in parte semplificata, pur conservando la necessità dell'intervento manuale dell'agricoltore, con la produzione dei più moderni impianti a palmetta con piante che arrivano ai 4 metri di altezza.

"La tendenza del passato a una produzione promiscua - prosegue Luigi Bisi - è stata via via superata dai nostri imprenditori agricoli, che si sono specializzati nella cerasicoltura investendo in impianti moderni, alcuni di essi anche attrezzati per il riparo dalla grandine. Anche per questo prodotto - conclude Bisi - è forte la concorrenza estera e il paradosso è che talvolta al consumatore non viene data neppure la possibilità di scegliere tra prodotto nazionale e quello di importazione, che viene staccato acerbo o insufficientemente maturo per poter arrivare prima del prodotto locale o per poter resistere più facilmente a lunghi trasporti".

Fonte: Coldiretti Piacenza
 


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