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lunedì 26 maggio 2014


CON SIMONE PILATI, DIRETTORE GENERALE LA TRENTINA: MELA & GIOVANI, "ADESIGNER ADAY" FUNZIONA. E L'APPLEBURGER PIACE

Bianchi - La promozione del contest AdesignerAday, giunto quest'anno alla sua terza edizione, conferma che siete una delle aziende del settore ortofrutticolo italiano che investe maggiormente sulla qualità delle idee giovanili. Quali sono le basi che vi portano tutti gli anni a promuovere e organizzare con successo un contest come questo?

Pilati - La relazione, l'emozione e il coinvolgimento del consumatore hanno acquistato, nel corso del tempo, un'importanza fondamentale che qualunque azienda non può più ignorare. In questo contesto, riteniamo che la cultura rappresenti una tra le principali leve strategiche per costruire valore e produrre nuove forme di creatività e sinergie che il consumatore potrà "vivere" attraverso un'esperienza polisensoriale. La mela da mangiare, ma anche da raccontare, in cui immedesimarsi, da vedere, sentire, toccare. AdesignerAday è diventato un contenitore in cui il mondo del food e quello del design si fondono insieme, attraverso cui cerchiamo di promuovere nuove forme d'arte e diventare promotori di giovani talentuosi che, come la nostra realtà, vogliono confrontarsi con il sapere fare artigiano, acquisendone le tecniche e le capacità manuali. Il cibo oggi è sempre più lo specchio di noi stessi, un modo d'essere e il design ad esso applicato amplifica questo messaggio, facilitandone i momenti di utilizzo e consumo. Questa iniziativa rappresenta solo uno degli esempi del nostro impegno nel mondo dell'arte e della cultura. Possiamo ancora citare l'importante collaborazione con il Mart di Rovereto, iniziata con la sponsorizzazione della mostra "Progetto cibo. La forma del gusto" e la partnership con la Fondazione AIDA con cui stiamo portando a teatro lo spettacolo "Tutto in una mela" legato alla storia e alla mitologia di questo antichissimo frutto.

Bianchi - Il tema di quest'anno è stato il rapporto tra cibo e design. Ci può illustrare, in sintesi, le particolarità dei sette progetti vincitori? A suo parere, ce n'è qualcuno in particolare che potrebbe andare a supportare direttamente lo sviluppo del settore melicolo e su cui quindi varrebbe la pena investire?

Pilati - Il tema di quest'anno anticipa il fil rouge dell'Expo 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Anche noi, sfruttando l'ormai collaudata cassa di risonanza del Salone del mobile di Milano, abbiamo voluto accompagnare il visitatore attraverso un percorso tematico legato al tema dell'alimentazione, in particolare della mela, per scoprirne i diversi modi di consumo e utilizzo. Tra i progetti selezionati troviamo quindi "Melacolta" e "Don't worry be apple", due proposte per contenere in modo inusuale il prodotto; "Adamisme", strumento artigianale per la produzione di sidro; "Supa" un'infusiera dal design ricercato che permette di assaporare non solo il gusto, ma anche il diverso colore delle mele; "Al Mercato", un portale fisico dedicato alla messa in atto di un mercato alimentare dove coltivatori e allevatori locali possano proporre e far conoscere i loro prodotti di stagione; infine due App "An Apple a Day" e "Mela pianto io" per scoprire giocando i segreti dell'universo mela, dalla raccolta alla stagionalità, dai processi produttivi alle informazioni nutrizionali. Sicuramente, ad oggi, l'universo App è diventano molto interessante per comunicare in modo diretto e interattivo con il consumatore. Stiamo iniziando ad esplorare questo mondo e non escludo che possano esserci nel breve periodo interessanti novità.



L'Adamisme (designer: Mouscadet Romain)



L'App "Mela pianto io" (designer: Federica Corinto)


Bianchi - Attira fortemente l'attenzione, almeno a vedersi, l'appleburger cucinato e proposto da Eugenio Roncoroni, uno dei designer autoproduttori vincitori, nell'area dedicata alle ricette: una proposta che rivede il concetto di hamburger in chiave salutista. Qual è stata la risposta dei visitatori in merito a questa novità? Di cosa è fatto e come si può cucinare?

Pilati - L'Appleburger è stato offerto in degustazione alla conferenza stampa organizzata da Interni all'Università Statale di Milano durante il Fuorisalone di Milano ed è finito abbastanza in fretta...questo mi fa ben pensare! Lo chef Eugenio Roncoroni del ristorante Al Mercato di Milano ha voluto reinterpretare in chiave moderna l'ormai celebre piatto utilizzando nuovi ingredienti e realizzare una ricetta per nuove esplorazioni del gusto. Forse un po' complicata da riprodurre a casa, ma sicuramente un'esperienza che coinvolge tutti i sensi: i frollini di mais tostato sostituiscono il pane, una torta di mele fuji rappresenta l'hamburger arricchito da una purea di mele montata con olio extravergine di oliva al posto della più classica maionese. Ancora le componenti insalata e ketchup sono rappresentate da rondelle di mela granny smith rispettivamente in osmosi di acqua e menta, la prima, e acqua e lampone, la seconda.



Simone Pilati con Philippe Daverio mentre degusta l'Appleburger alla conferenza stampa di Intern all'Università Statale di Milano  



L'Appleburger





Daniele Bianchi
Deputy Editor
daniele@italiafruit.net
 
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