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lunedì 9 dicembre 2013


L’OMS SBAGLIA SUGGERENDO 400 GRAMMI AL DÌ DI F&V. SERVE BEN ALTRO ... MA CHI LO SA?

Per costruire lo speciale Mark Up di quest’anno dedicato ai consumi abbiamo scandagliato in lungo e in largo le ricerche che nel corso degli anni sono state realizzate per identificare la dose ottimale giornaliera di frutta e verdura. Il tema è oggi dibattuto: si va dalle porzioni fino ai colori ma tutto prende origine da una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1990, in cui per la prima volta comparvero per il grande pubblico i “famigerati” 400 grammi di ortofrutta al giorno, escluse le patate. Io stesso, confesso, ho letto per la prima volta solo qualche mese fa le motivazioni e sono rimasto a dir poco basito, non trovo un aggettivo migliore. Non voglio togliere la sorpresa sul perché a chi verrà questo giovedì alla presentazione del rapporto, ma certo gli stessi ricercatori dell’OMS si dovettero rendere conto della superficialità con cui coniarono un “dogma” che avrebbe fatto il giro del mondo e sarebbe diventato il punto di riferimento di decine di Paesi in tema di nutrizione se - all’inizio del nuovo millennio - rettificarono la dose consigliata a  600 +/-50 gr e la declinarono per fasce di età. La frittata era però ormai fatta, 400 grammi è il dato che tutti considerano come soglia fra virtuosi e negligenti. Consapevoli della limitata validità di un siffatto indicatore, la stessa OMS non ha più ritoccato il dato rivisto anche se, nel frattempo, prestigiose università, come Harvard, hanno iniziato a proporre persino una revisione della piramide alimentare classica, proponendo alla base l’ortofrutta al posto dei cereali. Quindi, diciamo di mangiare più frutta e verdura ma il riferimento che usiamo – il target - come si dice oggi, è superato da tempo. Il ricorso alle porzioni, la segmentazione in base ai nutrienti utilizzando i colori dei prodotti come aiuto sono certo validi aiuti ma serve soprattutto migliorare la nostra cultura alimentare per scoprire obiettivi sfidanti e virtuosi che non sono necessariamente da tradurre in quantità, spesso difficili da misurare su frutta e verdura. Come sempre sarà la diffusione della conoscenza l’unica vera arma di prospettiva di cui disponiamo.
Roberto Della Casa 



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