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lunedì 29 aprile 2013


GERMANIA, LA RACCOLTA DEGLI ASPARAGI E' IN ATTESA DI BRACCIANTI: NON CI SONO TEDESCHI DISPOSTI A FARLA. IN ARRIVO STAGIONALI DALLA POLONIA

C'è l'indice degli asparagi per capire come vanno le cose in Mitteleuropa. Sale il prezzo anche se la produzione è abbondante? Allora l'economia va bene, perché non si trova gente disposta a sobbarcarsi il duro lavoro della raccolta. La stagione è appena iniziata nel Beelizt, la zona vicina a Berlino, e ristoranti e mercati sono invasi da asparagi bianchi giganteschi, niente a che vedere con i nostrani piccoli, verdi, gustosi. Non sempre il bell'aspetto è garanzia di sapore. Oggi un chilo costa 18 euro, non poco, quasi il doppio rispetto all'anno scorso, ma il prezzo è colpa del tempo eccezionalmente rigido, che ha visto cadere la neve anche nei primi giorni di primavera.
Oggi i 2.900 ettari nel Beelitz producono 8 mila tonnellate di asparagi, di cui i berlinesi sono ghiotti. Ma il problema è trovare qualcuno che si voglia spezzare la schiena per raccoglierli: non è possibile usare macchine, e bisogna stare molto attenti con l'apposita paletta per non danneggiarli. La stagione è breve e bisogna fare in fretta perché il raccolto non vada perduto.
Quando le Germanie erano due, gli asparagi si trovavano all'Est e sotto la dittatura bastava ordinare perché il raccolto avvenisse senza problemi. Gli asparagi venivano esportati e grazie a loro si otteneva l'ambita valuta occidentale.
Dopo la caduta del Muro, gli asparagi prussiani sono entrati in crisi. Meglio il sussidio di disoccupazione che piegare la schiena sui campi. Ma arrivarono i lavoratori dall'Est. Nella stagione del 1998, gli asparagi furono raccolti da 1.200 polacchi e appena 200 tedeschi. Venivano anche i medici da Varsavia: in tre settimane di lavoro sui campi guadagnavano quanto in due mesi in ospedale.
Il governo socialdemocratico di Gerhard Sehrilder protestò: a raccogliere gli asparagi dovevano essere inviati i disoccupati e quanti ricevevano l'assegno sociale (oggi 382 euro). Se non accettavano questo lavoro "socialmente utile", a un euro all'ora, avrebbero perduto il sussidio. Obbedirono e poi disertarono o, meglio, trovarono qualche scusa: tutti si ammalavano perché erano cittadini non allenati a sudare sui campi. Meglio i polacchi dei laboriosi prussiani.

Fonte: Italia Oggi


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