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lunedì 25 marzo 2013


CONSUMI PASQUALI, CIA: LA SPESA PER F&V SCENDERA’ LIEVEMENTE DELLO 0,4% A 265 MILIONI DI EURO

La crisi economica morde e fa diventare più "magra" anche la Pasqua. E così, dopo il calo registrato a Natale e Capodanno, si prevede una flessione del 7% dei consumi alimentari rispetto allo scorso anno, con una spesa che non supererà i 2 miliardi di euro. E' quanto prevede una ricerca che la CIA ha condotto sul territorio nazionale attraverso le sue strutture.
Nelle feste pasquali - sottolinea la CIA - continuerà così la flessione dei consumi che da tempo interessa i prodotti alimentari, in particolare la carne (per la quale si prevede un meno 3-5% rispetto allo scorso anno) che continua così un preoccupante trend al ribasso. Stesso discorso per vini e spumanti, le cui vendite dovrebbero scendere del 3,5%. Diminuzioni più lievi si registreranno per salumi (meno 1,8%) e formaggi (meno 1,2%), mentre dovrebbero stazionare i consumi di prodotti ortofrutticoli (meno 0,4%).
Secondo la CIA, gli italiani per le prossime feste spenderanno meno di 1,7 miliardi di euro per comprare agnelli, pollame, salumi, carni bovine e suine, formaggi, ortaggi, frutta, dolci, uova, pasta e pane e 300 milioni di euro per acquistare vini e spumanti. Nel dettaglio, la spesa alimentare risulta - prevede la Cia - così ripartita: 300 milioni di euro per pane, paste e dolci; 290 milioni di euro per formaggi; 500 milioni di euro per salumi, insaccati, agnelli e carni; 265 milioni di euro per ortofrutticoli (in particolare carciofi, asparagi, radicchio) e legumi; 250 milioni di euro per l'olio d'oliva. Da non dimenticare, infine, le uova per le quali è stimata una spesa complessiva che si aggira attorno agli 80 milioni di euro.

Fonte: CIA  
 


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