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giovedì 7 ottobre 2021


Mele, Rivoira balla la samba

Il business della mela si muove a ritmo di samba. Una storia che nasce in Brasile, tre sorelle che si preparano a movimentare il mercato con la loro incredibile dolcezza: il Brazilian Apple Project del Gruppo Rivoira prende sostanza e ingaggia un nuovo regista – il Ronaldo delle mele, come lo ha presentato l'amministratore delegato dell'azienda piemontese, Marco Rivoira – si tratta di Gerhard Dichgans che sarà il direttore generale del progetto. Per lui un ritorno operativo nel mondo della mela e una nuova sfida con Luiza, Venice e Isadora, i tre mattoni con cui costruire una nuova segmentazione nel comparto.



Ieri a Fruit Attraction sono stati presentati i nuovi sviluppi del progetto. Il Brazilian Breeding Project nasce nel 1990 con la francese Ifo e i brasiliani di Epagri. L'obiettivo? Come ha spiegato Emmanuel De Lapparent, manager Ifo, creare nuove mele capaci di adattarsi al clima mite, in cui trovare la dolcezza e la succosità della frutta tropicale. Il lavoro dei breeder Frederico Denardi e Marcus Vinicius è stato lungo, alla fine sono scaturite varietà adatte anche al mercato italiano e nel 2017 il Gruppo Rivoira entra nel progetto.



“Con Luiza, Venice e Isadora abbiamo un'offerta di extra sweet commercializzabile per 12 mesi all'anno. Luiza va in raccolta in poca Gala, è una bicolore dalla buona croccantezza e sviluppa 14.15° Brix – illustra Rivoira  Venice si raccoglie a fine settembre, buccia super brillante, sempre bicolore e 15-16° Brix. Ifine Isadora, raccolta nel tardo ottobre, bicolore, una mela che supera i 17° Brix. Tutte e tre le mele hanno caratteristiche simili che si conservano facilmente nei 12 mesi, quindi non proponiamo una nuova varietà, ma lanciamo una nuova categoria”.

Dopo i test positivi, in Piemonte – in areali posti tra i 300 e i 600 metri di altitudine – quest'anno sono state messe a dimora 30.000 piante, l'anno prossimo altre 125.000 e l'obiettivo è di raggiungere i 200 ettri entro il 2024. In primavera saranno commercializzate le prime piccole quantità, mentre dall'anno prossimo si potrà impostare una campagna commerciale. A livello globale, invece, l'obiettivo è di raggiungere i 4000 ettari perché l'ambizione è quella di espandere il progetto ad altri gruppi produttivi.



“Non parliamo di una nuova varietà di mela, ma di una nuova segmentazione da costruire sul sapore extra sweet, su cui c'è una domanda insoddisfatta e livelli qualitativi che non rispondono alle aspettative dei consumatori”, evidenzia Dichgans ricordando le difficoltà agronomiche nelle mele Fuji ad esempio.

Il progetto è di local food for the local market, con mele dalle caratteristiche simili per tutto l'anno: dolcezza extra, una super croccantezza e una grande succosità. “I frutti vengono raccolti maturi e sappiamo quanto questo possa influire sul sapore – prosegue il nuovo responsabile del progetto – Possiamo offrire tutte e tre le varietà al piccolo della loro qualità, senza bisogno di anticipare il periodo di commercializzazione. Il local for local è una grande opportunità. Ma c'è un altro aspetto rilevante: il profilo organolettico di questi frutti risponde perfettamente a cosa chiedono i consumatori nei mercati asiatici. Abbiamo per le mani un'offerta che incrocia le preferenze di un mercato importante e può dare la possibilità di avviare l'export di un prodotto premium e di un brand di livello”.



A proposito di mercati, aggiunge Rivoira, si partirà con l'Italia e poi nel giro di qualche anno è prevista l'espansione in piazze rilevanti per la mela come Spagna e Germania. Il tutto sarà supportato da un brand dedicato e politiche di marketing: per conoscere il marchio si dovrà aspettare Fruit Logistica, a Berlino ci sarà il lancio ufficiale di un progetto che ha mire globali e sogna una crescita a ritmo di samba.

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