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giovedì 8 aprile 2021


Infortuni in agricoltura, per Inail calo del 25,2%

La difficoltà nella fornitura di materie prime per la produzione di beni essenziali, a causa dell'emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus, e l'improvvisa scarsità della manodopera, specialmente stagionale, provocata dal lockdown si sono tradotte in una notevole contrazione del numero di denunce di infortunio sul lavoro in agricoltura, informa l'Inail con un comunicato, sintetizzando i numeri riportati sul nuovo numero del periodico dati Inail. 


In particolare, il calo che emerge dal confronto tra gli open data mensili rilevati al 31 dicembre del 2019 e del 2020 è pari al 19,6%; a fronte dei 32.692 casi denunciati nel periodo gennaio-dicembre 2019, quindi, nei 12 mesi successivi il loro numero è sceso a 26.287.

L'effetto della pandemia è evidente anche per quanto riguarda i casi mortali denunciati in agricoltura, passati da 151 nel 2019 a 113 nel 2020 (-25,2%). Allargando l'analisi al periodo 2015-2019, dati Inail rileva come il trend decrescente del numero delle denunce in agricoltura fosse già presente prima del 2020, con proporzioni però difficilmente paragonabili. 
Nell'arco del quinquennio preso in considerazione, infatti, le denunce presentate sono passate da 38.021 a 33.063, diminuendo "soltanto" del 13%. Su base annuale la riduzione media è stata di circa il 3,4%, con un -1,9% nel 2019 rispetto al 2018. 
Infine, secondo dati Inail le malattie professionali denunciate sono in diminuzione dell'8%. 
Tra le patologie riscontrate, più del 75% sono malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, seguite dalle patologie del sistema nervoso (17,3%) e dell'orecchio (5,1%). 
 

Inail: Coldiretti infortuni mortali calano solo in agricoltura (-25,2%)

In controtendenza all’andamento generale nel 2020 gli infortuni mortali sul lavoro calano solo in agricoltura dove si registra una riduzione del 25,2% (da 151 a 113) nonostante il fatto che nelle campagne non si sia mai smesso di lavorare durante tutta l’emergenza Covid. E’ quanto si evidenzia dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Inail dai quali emerge peraltro che anche gli infortuni sul lavoro denunciati nel 2020 sono diminuiti su base annua del 19,6% in agricoltura (da 32.692 a 26.287). 

Il trend registrato nelle campagne conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni – sottolinea la Coldiretti – per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro. Molto resta tuttavia ancora da fare e per questo – continua la Coldiretti – è necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l’innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto. 

Sulla base delle denunce complessive di infortunio da Covid 19 al 28 febbraio 2021 registrate dall’Inail si evidenzia come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura con appena lo 0,3%. La vita in campagna risulta essere più sicura perché garantisce il rispetto delle distanze che – sottolinea la Coldiretti – si misurano in ettari e non in metri ma ad essere meno pericolosa è anche la vita nei borghi rispetto alle metropoli segnate da una forte densità di popolazione. Nei 5500 piccoli comuni italiani con meno di 5mila abitanti il distanziamento è infatti garantito – conclude la Coldiretti – per i 10 milioni di abitanti che dispongono di oltre il 54% del territorio nazionale mentre i restanti 50 milioni devono dividersi il resto dello spazio.
 
Fonte: Ufficio stampa Coldiretti e Agra Press


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