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martedì 22 dicembre 2020


«Danni irreparabili dalla guerra dei prezzi»

"Abituare il consumatore a una guerra dei prezzi può portare danni irreparabili". Lo ha ribadito la ministra Teresa Bellanova nel corso del convegno "Agrifood, sostenibilità e valore lungo tutta la filiera" organizzato da Formiche. Le relazioni di filiera, le politiche commerciali e le misure di sostegno all'agroalimentare sono state il fulcro dell'intervento della titolare del Mipaaf, che ha ribadito come il settore possa essere "un vero e proprio motore della ripartenza".

Per Bellanova "la parola chiave è filiera", dall'operaio agricolo al consumatore. Il governo, sostiene, ha fatto molto con il Fondo ristorazione e i decreti ristori, anche se l'ortofrutta - tranne qualche piccolo intervento - lamenta di essere rimasta a bocca asciutta.

"Il nostro sistema produttivo si sta rafforzando proprio perché più forte sta diventando il dialogo tra gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori e il mondo della trasformazione e della grande distribuzione - ha evidenziato la ministra - Quando facciamo squadra otteniamo dei risultati straordinari. Voglio partire dall’emergenza Covid per parlare dei punti di forza e degli spazi di miglioramento che il settore ha davanti".

"Alla filiera dobbiamo garantire da un lato investimenti pubblici di accompagnamento e supporto, dall’altro un campo di gioco dove la concorrenza sia vera concorrenza leale - ancora Bellanova - Per questo ci stiamo impegnando contro le pratiche sleali e le vendite sotto i costi medi di produzione dei prodotti agroalimentari. Stiamo lavorando per un’applicazione rapida della direttiva europea su questo tema e rinnovo l’appello alla Gdo a valorizzare sempre più il Made in Italy anche con accorte politiche di scaffale. Continuare con quelle sottocosto non è possibile e non è sostenibile".



E qui si arriva al tema dei prezzi. Un tema attualissimo per l'ortofrutta, vedi l'attuale crisi delle clementine per esempio. "Abituare il consumatore a una guerra dei prezzi può portare danni irreparabili - ha sottolineato la titolare di via XX Settembre - Anche perché dobbiamo dire ai cittadini che quando acquistano a un prezzo ingiusto quel risparmio rischia di pagarlo anche un lavoratore sfruttato o un’azienda che poi fallisce. Vogliamo una filiera giusta, con una corretta ripartizione del valore tra i suoi attori protagonisti. Anche per questo abbiamo messo in campo risorse che superano i 4 miliardi di euro complessivi per difendere le imprese dalle perdite Covid e consentire una ripartenza".

Una ripartenza possibile anche grazie alle esportazioni. Bellanova ricorda di aver chiesto al ministro Luigi Di Maio "ampio spazio all’agroalimentare nel Patto per l’export. E dico che le politiche di internazionalizzazione si costruiscono insieme alle aziende e ai settori, che meglio di noi hanno il polso della situazione. Le risorse ci sono, anche per combattere quel furto di identità che vale 100 miliardi di euro e si chiama italian sounding. I dati dei primi sette mesi del 2020 ci parlano di una crescita delle esportazioni del 3.5% nell’anno del Covid. Ed è un risultato enorme - conclude Teresa Bellanova - Non è frutto del caso, è merito dei nostri grandi imprenditori. A queste aziende dobbiamo tutti dare risposte utili e concrete".

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