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mercoledì 18 novembre 2020


Spagna, i prezzi degli ortaggi crollano a doppia cifra

Appena qualche giorno fa avevamo evidenziato come l’aumento delle importazioni di pomodoro dal Marocco causasse un allarmante calo dei prezzi dei prodotti spagnoli (clicca qui per leggere l’articolo).
Il problema sembra ora essersi esteso a tutta la categoria degli ortaggi dove, come riporta la testata Valenciafruits, si registrano prezzi in picchiata, anche a doppia cifra.
L’organizzazione agraria Asaja Almería sottolinea come le difficoltà si siano accentuate durante la scorsa settimana ed anche Coag Andalucía denuncia una riduzione allarmante dei prezzi.

Cetrioli, zucchine e melanzane sono i prodotti su cui si registra il maggior calo dei prezzi e tra questi “il cetriolo tipo Almería – avverte Asaja Almería – sta quasi affondando, con prezzi intorno ai 16 centesimi, in discesa del 48% in soli tre giorni”. Ma il ribasso dei prezzi ha colpito anche le zucchine, che la scorsa settimana sono scese del 31% con prezzi sotto ai 30 centesimi, e un calo generale del 57% rispetto allo scorso anno. Al terzo posto di questo ‘podio al ribasso’ si collocano le melanzane, il cui prezzo è sceso del 35% dall’inizio della scorsa settimana, collocandosi intorno ai 30 centesimi. Ma preoccupano anche le quotazioni dei peperoni sono scese del 19% per la varietà California e del 29% per Lamuyo.



Davanti a questi problemi, Asaja Almería ha richiesto misure efficaci che, secondo la legge di approvvigionamento, dovrebbero essere messe subito in atto: tra queste l’aumento dei controlli sui prodotti importati, affinché siano garantiti il rispetto degli accordi e dei prezzi, oltre al pagamento dei dazi. Allo stesso tempo – sottolineano dall’associazione – è necessario lavorare all’apertura di nuovi mercati come la Russia e ridurre l’impatto della Brexit attraverso un accordo commerciale. 

“L’importazione di prodotti marocchini ha destabilizzato il mercato ortofrutticolo - ha specificato Andrés Góngora, responsabile frutta e verdura di Coag Andalucía - provocando gravi danni agli agricoltori andalusi, che nutrivano buone speranze per questa campagna. Grazie alle condizioni climatiche, le rese produttive erano infatti elevate ma ora stanno facendo i conti con una concorrenza sleale”.



Considerate le circostanze, Coag Andalusia ha richiesto al Ministero dell'Agricoltura di agire con urgenza "di fronte a questo grave danno per i nostri agricoltori" e ha richiesto l'attuazione dei certificati di importazione preliminari. Questi ultimi devono essere presentati dagli operatori che lavorano con prodotti marocchini, nel rispetto di una misura prevista dall’accordo di cooperazione in materia agricola tra la Unione Europea e il Marocco. In mancanza di questo certificato preventivo, l’arrivo dei prodotti marocchini potrà essere bloccato.

Oltre al ministero dell'Agricoltura, il capo della frutta e verdura del Coag si è appellato anche alla Giunta andalusa, per esortarla a rispettare il suo impegno di monitoraggio per l'etichettatura fraudolenta dei prodotti marocchini venduti come se fossero di origine spagnola.

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