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martedì 29 settembre 2020


Impennata di richieste per i primi cavolfiori bianchi

Nella provincia di Viterbo si è appena chiusa con buoni risultati la campagna del melone tardivo. E ora largo spazio alle brassiche, a partire dal cavolfiore bianco che, la scorsa settimana, ha registrato una forte richiesta da parte del mercato nazionale, in concomitanza con l’abbassamento termico. L’areale del Viterbese è infatti una delle pochissime zone d’Italia dove, in questo periodo, si stanno riuscendo a raccogliere buone quantità del prodotto.

“Per il melone il bilancio è soddisfacente, in quanto la qualità non è mancata ed abbiamo spuntato prezzi mediamente più alti delle annate precedenti. La stagione, poi, è terminata proprio poco prima dell’arrivo della pioggia”, spiega a Italiafruit News Stefano Calevi, responsabile commerciale dell’Azienda agricola F.lli Calevi di Viterbo. Realtà privata che, da metà settembre, ha dato il via alla nuova campagna di cavolfiori, cavoli, crauti e verze. 

“La nostra stella è il cavolfiore bianco, al quale destiniamo circa il 60% delle superfici dedicate alle colture brassicacee. Abbiamo iniziato la nuova stagione con la varietà Marmorex di Seminis (foto di apertura) e poi con la Moonshine F1 di Enza Zaden (foto sottostante), con la quale andremo avanti per altri 50 giorni. Nel complesso, coltiviamo tutto l’anno 40 diverse cultivar di cavolfiori bianchi, cercando di privilegiare sempre due caratteristiche estetiche: il colore e la copertura del corimbo. Questo è quello che ci chiede il mercato, perché anche questo ortaggio, come tanti altri prodotti ortofrutticoli, si compra con gli occhi”.



Per la campagna autunno-invernale, la F.lli Caveli ha messo a regime circa 340 ettari, con l’entrata in piena produzione degli impianti che è attesa tra 7-10 giorni, quindi per la week 41. “La nostra azienda - aggiunge Stefano Calevi - è in grado di produrre circa cinquemila colli al giorno di brassiche nel periodo che va da ottobre sino a fine aprile. I volumi, poi, scendono durante la tarda primavera e l’estate, quando raccogliamo i frutti dei trapianti di febbraio”. 

“Nei campi in produzione stiamo riscontrando una buona qualità - conclude - e anche a livello commerciale le cose stanno andando bene, specie per il cavolfiore bianco. La scorsa settimana, infatti, abbiamo avuto tantissime richieste dal mercato italiano, anche perché l’offerta nazionale è scarsissima in questo periodo. Accontentare tutti i clienti, adesso, non è purtroppo possibile”. 



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