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giovedì 17 settembre 2020


Castanicoltura, una preziosa risorsa per l'Appennino

Le castagne alleate strategiche nella sfida al cambiamento climatico e custodi della biodiversità. Ruota attorno alla castanicoltura come risorsa per l’Appennino sia in termini economici che ambientali, la giornata modenese degli assessori regionali Barbara Lori (Montagna) e Alessio Mammi (Agricoltura), ospiti a Zocca di Castanibus, la manifestazione annuale inaugurata oggi che si occupa, appunto, del rilancio di questo frutto. 

L’assessore Lori ha partecipato alla cerimonia inaugurale con il sindaco, Gianfranco Tanari e il presidente del consorzio Agro-Silvo-Castanicolo dell’Appennino modenese, Guglielmo Garagnani e poi, raggiunta nel pomeriggio dall’assessore Mammi, ha visitato il museo del castagno e altri luoghi legati alla castanicoltura. 
Insieme al territorio, la decisione dei due assessori di costituire un tavolo di lavoro regionale nell’ambito castanicolo per trovare soluzioni tecniche e prospettive future per il comparto. Si tratta di un momento strategico di pianificazione anche a livello europeo, in vista della programmazione del nuovo Piano di sviluppo rurale.  

“La castanicoltura ha un grande valore per la tradizione agricola, colturale e culturale della nostra Regione e in particolare dell’Appennino - spiega Barbara Lori - Consapevole delle problematiche del settore e dell’importante ruolo di ‘custodi’ del territorio svolto dai castanicoltori, la Regione ha sostenuto convintamente e fattivamente lo sviluppo di tecniche innovative per essere di supporto al lavoro di mantenimento e difesa dei castagneti, ma anche al loro recupero, in chiave economica, ambientale e per lo sviluppo di percorsi specifici di formazione, convinti che anche le nuove tecnologie possano aiutare il mondo agricolo e l’Appennino ad essere competitivi nel XXI secolo”. 



“Il mondo della castanicoltura ha avuto la capacità di mettere insieme un percorso di grande condivisione tra obiettivi e territori, un modo di operare strategico e collegiale che ha prodotto importanti effetti- aggiunge Alessio Mammi- Anche Castanibus riveste una grande importanza, poiché si tratta di un evento in grado di mettere in rete tutte le realtà che ruotano attorno a questa coltura e alle esigenze di protezione e sviluppo del nostro Appennino. A questo proposito, ritengo rilevante sottolineare la scelta strategica del presidente Stefano Bonaccini di costituire un assessorato alla Montagna, per dare visibilità a un pezzo fondamentale del nostro territorio, che va valorizzato e deve ritrovare una sua centralità”. 
 
I progetti realizzati: dal sequestro di carbonio alla tutela della biodiversità
Due i progetti regionali che hanno visto protagonista la castanicoltura ad opera dei gruppi operativi per l’innovazione (Goi). Il primo, ‘Castani-co’, finanziato con 198mila euro, valorizza il castagneto da frutto come sistema seminaturale vocato al sequestro di carbonio e come fonte produttiva di cibo di qualità.  L'impegno è quantificare quanto carbonio è sequestrato nel suolo e nella pianta a seconda dell’ambiente pedologico e della gestione del castagneto e produrre linee guida delle buone pratiche agronomiche e colturali. Un altro obiettivo è anche quello di “fare rete” e condividere strategie di qualità e sostenibilità del settore castanicolo.
Il secondo, ‘Biodiversamente castagno’ finanziato dalla Regione con 155mila euro, nasce in risposta all’esigenza di conoscere la biodiversità del castagno e del suo agro-ecosistema e valorizzare e promuovere il ruolo del castanicoltore come ‘custode’ della tutela della biodiversità e del territorio. È nel segno di questi obiettivi che è nato il sodalizio tra ricercatori, aziende agricole produttrici di castagne, consorzi e associazioni di castanicoltori che insieme, davanti ad un notaio hanno dato vita alla costituzione ufficiale del gruppo operativo.

Fonte: Ufficio stampa regione Emilia Romagna


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