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Papaya Sicilia mercoledì 2 settembre 2020


Papaya, in Sicilia si investe sul frutto del benessere

Vitamine e betacarotene al pari di un integratore, oltre ad un gusto dolcissimo. Sono le qualità organolettiche che contribuiscono a fare apprezzare la papaya ai consumatori italiani, finora abituati a consumare per lo più il prodotto importato dal centro America.

Perché allora non sviluppare una produzione 100% siciliana? A questa domanda ha risposto l’agricola Giammalvo di Mazara del Vallo (Trapani) con il progetto “Papaya Sicilya”: un divertente gioco di parole per testimoniare tanta passione, radicamento al territorio e un’attenzione continua.
“Abbiamo studiato per quattro anni prima di iniziare la produzione di papaya – spiega a Italiafruit News Vincenzo Giammalvo dell’azienda – con l’obiettivo di specializzarci nella produzione di questo frutto e non del tropicale in generale. Per la papaya non esiste storicità, è un frutto nuovo per il nostro territorio, per questo abbiamo collaborato anche con diverse istituzioni del centro America come Messico e Costa Rica”.



E aggiunge: “La papaya è un frutto difficile da coltivare, necessita di precise condizioni di terreno, temperatura ed escursione termica. Il primo e il secondo anno sono morte tutte le piante ma poi abbiamo scoperto la giusta cultivar e la composizione ideale del terreno: a maggio di quest’anno abbiamo messo in commercio i primi frutti con molta soddisfazione”
Ad oggi il progetto conta su 300 piante in fase avanzata di crescita e, nell’arco di qualche settimana, ne entreranno in produzione altre 3700, “con l’obiettivo di arrivare a 5000 piante a fine anno”, dice Giammalvo.
E gli investimenti per la piantumazione non si fermano, l’azienda conta infatti di decuplicare la produzione.


Papaya verde

Papaya legume e papaya frutto a seconda della maturazione

E’ molto importante saper distinguere le fasi di maturazione della papaya che viene classificata tanto come legume quanto come frutto.
Quando è ancora verde, è considerata un legume: “è richiesta soprattutto dalle comunità del sud est asiatico, che la utilizzano molto nelle loro cucine - spiegano dall’azienda – ma è una fase dalla durata minima, di circa di un mese”.
Quando la papaya è matura, per circa sei mesi all’anno, diventa invece un frutto. “La finestra di produzione va tendenzialmente da fine aprile a fine ottobre, ma da metà luglio a metà agosto la produzione si blocca per eccesso di calore. La papaya è molto delicata e, con temperature troppo calde o troppo fredde, non fruttifica più”.
La maggior parte della produzione - un totale di 500 chilogrammi a settimana - avviene in una serra scoperta in cui si presta molta attenzione alle condizioni metereologiche: “una goccia di acqua in più può portare le piante al marciume, una in meno potrebbe seccarle” assicurano.


Ottimi risultati sul mercato, alla ricerca di distributori

“Stiamo vendendo bene sul mercato interno e anche all’estero (Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Germania) - assicura Vincenzo Giammalvo - spediamo in tutta Italia con cassette da 4 chilogrammi nell’arco di 24 ore. I consumatori apprezzano molto il nostro prodotto, che consumano sia come frutta che come contorno. Al momento la papaya non riporta il nostro marchio ma in futuro lo svilupperemo sicuramente”.
E continua: “La maggior parte delle vendite è rappresentata dai privati, ma anche dai grossisti e dagli utilizzatori professionali come pasticcerie e gelaterie. Le prenotazioni avvengono per la maggior parte tramite la nostra pagina Facebook (clicca qui per accedere): al momento non ci interessa realizzare un e-commerce perché vogliamo un rapporto diretto con i consumatori”.
Anche se l’azienda non lavora costantemente con la Gdo, ha già avviato collaborazioni con alcune insegne indipendenti di qualità. “Ci piace commerciare la nostra papaya con i supermercati dai reparti ortofrutta meglio organizzati, affinché il nostro prodotto venga valorizzato. Considerato l’aumento della produzione, il prossimo passaggio sarà sicuramente trovare distributori in grado di rifornire i nostri clienti”.


Una qualità riconosciuta

I consumatori della papaya aumentano di giorno in giorno e sono sia italiani, sia immigrati dal centro America, a cui piace ritrovare i sapori della terra d’origine.
“Siamo sorpresi da quanto il frutto sia apprezzato dai nostri connazionali – commentano dall’azienda – conoscono il prodotto meglio di quanto pensiamo, forse anche grazie agli assaggi fatti durante i viaggi. In molti utilizzano anche i semi per i centrifugati”.
Riguardo al posizionamento sul mercato, Papaya Sicilya ha deciso di applicare ai suoi frutti gli stessi prezzi della Gdo, nonostante i prodotti siano molto diversi per pezzatura e sapore.
“Se la papaya presente sui banchi dei supermercati raggiunge un peso standardizzato di 400 grammi, i nostri frutti vanno dai 400 grammi ai 2 chilogrammi. Per non parlare del gusto: le nostre papaye maturano sull’albero e non in nave, invitiamo i consumatori a provare la differenza: il tutto allo stesso prezzo del supermercato”.

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