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martedì 28 luglio 2020


Benzon & Volpato punta sul fattore Q

"Una ventata di freschezza nel mondo dell'ortofrutta": si presenta così, sul ricco sito internet aziendale, la storica azienda trevigiana Benzon & Volpato, che prende il nome dai fondatori, Giacomo Benzon e Luigi Volpato, che nel 1991 acquisirono due stand all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Treviso. Nel tempo il quasi trentennale sodalizio si è consolidato, acquisendo un terzo box e allargando il raggio d'azione e i canali di riferimento. 



A inizio anni Duemila, con l’inserimento nell’organico di uno staff di collaboratori giovani, sono state implementate le linee di vendita con l’esotico e una gamma di prodotti per l’alta ristorazione. Nel 2008 la struttura si è completata con la creazione di aree a temperatura differenziata per una corretta conservazione dei prodotti nel rispetto delle normative Haccp; la totale informatizzazione dell’attività e l'apertura al biologico rappresentano ulteriori step di una realtà che oggi fattura 14 milioni di euro, lavora con alcune catene distributive e l'estero.

Oggi l’attività è gestita dai figli di Luigi Volpato, Francesco e Nicola che si avvalgono di una struttura organizzativa e di un team commerciale giovane di una ventina di persone e possono contare su collaborazioni e partnership strategiche per monitorare costantemente il mercato alla ricerca di qualità e professionalità; passione, pianificazione, rapidità nelle forniture e controllo delle diverse fasi sono i principali capisaldi dell'azienda veneta.


 
"Serviamo dettaglianti, ambulanti, grossisti, specialisti - spiega a Italiafruit News Francesco Volpato (nella foto sopra) - ma anche alcune insegne della distribuzione, che vale il 10% circa del nostro business e una selezione di clienti esteri, soprattutto in Germania, dove il giro d'affari è in fase di sviluppo".

Benzon&Volpato è specializzata nell'ortofrutta italiana a 360 gradi "dagli ortaggi di Vittoria e Fondi a quelli locali, come il radicchio e gli asparagi di Badoere che sono tra i cavalli di battaglia", aggiunge Volpato. "Svolgiamo inoltre un grosso lavoro con gli agrumi, dalle arance al limone La Costiera, al Primofiore siciliano, che abbiamo in assortimento tutto l'anno completando l'offerta con le referenze di Sudafrica e Spagna. Siamo reduci da una buona  campagna dei limoni d'oltremare, ora commercializziamo agrumi spagnoli; non ce ne sono molti e le quotazioni sono superiori alla media. Adesso, in una fase sostanzialmente interlocutoria, si sta virando sul prodotto greco, in attesa di iniziare con la materia prima del Sudafrica".



In estate l'azienda propone la frutta a nocciolo di Puglia, Romagna, Sicilia ma anche iberica, con cui integra l'offerta nel periodo da maggio a ottobre. "La nostra clientela in ogni caso - puntualizza Francesco Volpato - preferisce il prodotto italiano ed è se questo che puntiamo". Ma l'azienda ha diverse anime: non a caso si sta ritagliando una fetta sempre più ampia la frutta esotica: "Disponiamo di  articoli di importazione anche via aerea, dall'ananas al mango. E, inoltre, siamo specializzati nella fornitura di eccellenze e particolarità per i ristoratori, dai fiori edibili ai crescioni, ai peperoncini di tutte le tipologie". 



La certificazione per il biologico conseguita due anni fa ha ampliato ulteriormente la gamma: "E' un filone che cerchiamo di far crescere per avere distintività e soddisfazione", commenta Volpato. Che analizza così il periodo attuale: "Il 2020 è un anno particolare, strano. Durante il lockdown abbiamo registrato un attività superiore alla media del periodo, ora invece risentiamo della crisi dell'Horeca e della mancanza di turisti; la nostra azienda infatti è molto legata alle forniture del litorale veneto che in questi mesi registra un numero di presenze decisamente inferiore a un'estate normale. Per questo non dispiace che le drupacee siano poche, se l'offerta fosse abbondante i prezzi sarebbero al lumicino, mentre al momento sono discreti. Vanno male, di contro, gli ortaggi: il mercato è a terra, oggi (ieri per chi legge ndr) si intravvede una lieve ripresa ma il bilancio è pesante sia per i pomodori che per gli ortaggi a foglia larga. Tra alti e bassi, invece - conclude Volpato - meloni e angurie".

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