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Il Malsecco imperversa nei limoneti siciliani

“Nel silenzio più incomprensibile si sta consumando in Sicilia e nel territorio di Siracusa in particolare la più grave diffusione di Malsecco degli ultimi decenni. Sembrerebbe che nessuno stia comprendendo la gravità della situazione”. A lanciare l’Sos è Fabio Moschella, ex presidente del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp e socio amministratore della società agricola Campisi, che su Facebook denuncia come "la quasi totalità degli impianti" sia stata colpita dalla malattia, "in alcune aree in forma addirittura distruttiva". 

“Il Malsecco è la più grave delle malattie del limone, se non affrontata adeguatamente ha un potenziale di diffusione impressionante. Le avversità atmosferiche degli ultimi anni hanno inciso notevolmente sul suo sviluppo - continua Moschella - Il buon andamento commerciale del mercato del limone negli ultimi anni potrebbe avere attenuato la consapevolezza degli agricoltori.”

"Colpisce il sostanziale silenzio di istituzioni, organizzazioni agricole, politica", chiosa Moschella sollecitando fondi adeguati per affrontare la patologia: "La dotazione finanziaria della sottomisura 5.2 del Psr della Regione Siciliana 2014/20 - dice - risulta assolutamente inadeguata rispetto alle dimensioni del fenomeno. Tale sottomisura destina solo 10 milioni di euro peraltro per un insieme di fitopatie, calamità naturali e avversità atmosferiche".


Fabio Moschella

"Il Parlamento nazionale discute dal 2018 una proposta di legge che appare anch’essa, al riguardo, insufficiente". E' dunque essenziale, secondo Moschella, attivare "un piano straordinario per il contrasto al Malsecco. C’è una bozza in via di elaborazione dei Gal che mi pare un buon punto di partenza. La si discuta urgentemente in Assemblea regionale siciliana, in Parlamento e la si porti a Bruxelles - conclude Moschella - Serve il contributo fondamentale del Consorzio di tutela e del Distretto Agrumi di Sicilia. La Sicilia coltiva il 5% della produzione mondiale, il Limone di Siracusa Igp rappresenta il fiore all’occhiello di questa produzione. Continuare nel silenzio e nella parziale indifferenza sarebbe davvero imperdonabile".

“La preoccupante diffusione del Malsecco nei limoneti - commenta a Italiafruit News Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia - s’inserisce all’interno di un problema ancora più grande e purtroppo ancora irrisolto. Sto parlando della mancanza di un piano di programmazione nazionale per l’agrumicoltura, che la filiera siciliana sollecita al Governo ormai da tanti anni”.

“Serve un programma di lungo termine, di almeno cinque anni, per organizzare la nostra filiera e cercare di renderla competitiva rispetto al resto del mondo e i Paesi competitor del Mediterraneo”.

Federica Argentati  

“I fondi pubblici stanziati negli ultimi anni - conclude Argentati - sono inadeguati al superamento dei problemi più gravi. Ma non è solo una questione di risorse economiche: nel caso del Malsecco e della Tristezza, ad esempio, occorre mettere nelle condizioni le imprese di poter reperire i fondi in maniera veloce in modo da favorire l’immediato rinnovo degli impianti”. 

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