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martedì 30 giugno 2020


Usa pronta a nuovi dazi contro l'Ue, olive a rischio

Le tensioni commerciali, così come gli embarghi e le cosiddette trade wars, sono estremamente pericolose e danneggiano tutti i partecipanti in campo; in contese di questo genere, infatti, non ci sono né vincitori né vinti, poiché si perde tutti. In ragione di ciò, rinnoviamo il nostro appello alla diplomazia nazionale e comunitaria, affinché faccia ogni sforzo possibile per scongiurare l’imposizione delle nuove tariffe annunciate dal Rappresentante per il commercio statunitense su oltre tre miliardi di dollari di esportazioni provenienti dall’Unione Europea, fra le quali figurano nuovi dazi su olive e birra e incrementi per quelli già in essere sui formaggi e sugli yogurt. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, ricordando che quella dei dazi Usa è una disputa quindicinale con l’Ue, inaspritasi lo scorso anno in seguito alla compensazione autorizzata dal Wto per gli aiuti concessi al consorzio aeronautico airbus, del quale l’Italia non fa parte, al contrario di Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.

“E’ di fondamentale importanza - dice - tenere alta l’attenzione e tutelare l’agroalimentare comunitario e nazionale, che sta già pagando un caro prezzo a causa della pandemia del Coronavirus, la quale ha comportato la chiusura del canale Horeca e il blocco delle frontiere. L’export agroalimentare del nostro Paese verso gli Usa, infatti, per il quale sono attualmente in vigore tariffe addizionali pari a circa 470 milioni di dollari derivanti da un maggiore impatto daziario concentrato su formaggi, salumi, agrumi e liquori, vale oltre 4,2 miliardi di euro e ha già fatto registrare un sensibile calo per effetto dei dazi”, evidenzia il presidente. 

"Nel 2019 il 10% delle esportazioni agroalimentari italiane sono approdate sulle tavole dei consumatori a stelle e strisce. Gli Usa sono, in particolare, il primo mercato di sbocco del vino italiano, con 1,5 miliardi di euro e un peso sulle esportazioni totali oltreoceano del 35%", ricorda da parte sua la Cia-Agricoltori Italiani sottolineando che "serve lavorare a livello europeo per salvaguardare il nostro sistema agroalimentare che già soffre a causa delle conseguenze della pandemia”. 

Tale maggiore impatto daziario era stato imposto ad aprile 2019; a febbraio di quest’anno, invece, grazie alla rete diplomatica italiana erano state scongiurate ulteriori ripercussioni sull’agroalimentare nazionale, che per alcuni prodotti di eccellenza, quali vini e oli extravergine d’oliva, rischiavano di tradursi in dazi che potevano arrivare fino al 100% del valore; una nuova revisione della lista dei prodotti oggetto degli aumenti daziari è prevista per la metà di agosto, ma realisticamente attesa per l’inizio di settembre. Secondo il cosiddetto meccanismo “a carosello”, infatti, i dazi imposti dall’amministrazione statunitense sono passibili di periodiche revisioni, a cadenza semestrale, che possono mettere in discussione le percentuali di riferimento del valore, i prodotti ai quali le tariffe aggiuntive vengono applicate e anche gli Stati membri ai quali si fa riferimento. 

“Occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia mondiale duramente colpita dall’emergenza coronavirus” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza della difesa di un settore strategico per l’Ue che sta pagando un conto elevatissimo per dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo. “L’Unione Europea - ha aggiunto Prandini - ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy 1,2 miliardi in quasi sei anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa. Al danno peraltro si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese – ha concluso il presidente della Coldiretti - si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna ed Gran Bretagna”.

Fonte: Copagri - Cia-Agricoltori Italiani - Coldiretti


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