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venerdì 22 maggio 2020


L'albicocca più buona non è la più pagata

L'avvio di campagna e le prime risposte del mercato, la qualità dei frutti e varietà più belle da vedere che da mangiare, prodotto estero e gratificazione del consumatore. Nella nostra diretta Facebook di ieri dedicata all'albicocca (clicca qui per vederla) sono emersi tanti spunti nel confronto con Natalino Gallo (presidente dell'Op Agricor) e Gabriele Ferri (direttore di Naturitalia).

Dal record produttivo del 2019 a un 2020 avaro di volumi, come reagisce il mercato?
"Su determinate varietà il prodotto manca anche negli areali Meridionali - ha spiegato Gallo - Il mercato ancora non riusciamo a livellarlo, perché c'è un'ondata di prodotto di bassa qualità ma di alta perfezione visiva che arriva dalla Spagna, è dunque un mercato alterato. Con le nostre varietà dolci e saporite credo che il mercato virerà in campo positivo".

"Il vero calo produttivo lo registreremo più avanti - ha aggiunto Ferri - In questa prima fase, con l'arrivo di prodotto estero e le prime partite del Centro-Sud Italia la diminuzione non è così importante, non più del 20-25%. L'avvio di stagione è stato caratterizzato da una grande corsa delle aziende alla ricerca di prodotto, c'è sempre interesse per i nuovi frutti e la voglia di rinnovare gli assortimenti. Il consumo si deve stabilizzare: i primi frutti arrivati sul mercato, pur essendo belli da vedere non erano altrettanto serbevoli. Non sempre il consumatore è soddisfatto, già dalla prossima settimana prevediamo volumi maggiori e condizioni più stabili".



Le prime varietà, dunque, non soddisfano. Eppure spesso sono quelle pagate meglio, mentre il prodotto di qualità che caratterizza la pancia della stagione finisce per non essere valorizzato a sufficienza: ecco che l'albicocca più buona non è quella più pagata.

"L'innovazione varietale va fatta, ma si cerca più la bellezza che il gusto. E' un errore - ha ribadito il presidente dell'Op Agricor - Noi che siamo amanti del gusto troviamo difficoltà davanti a tutte le nuove varietà: più tipologie sul mercato e più confusione per il consumatore. L'offerta andrebbe maggiormente standardizzata e credo che manchi ancora la varietà giusta per il precoce, mentre da giugno in avanti ci sono proposte eccezionali".

"Razionalizzare l'offerta è complesso, anche perché spesso l'etichettatura non è in linea con il prodotto e la confesione aumenta - l'opinione del direttore di Naturitalia - E' fondamentale avere standard qualitativi alti in produzione. In Italia abbiamo fatto un buon lavoro e infatti i consumi di albicocche negli ultimi anni sono aumentati. Dalle prossime settimane avremo frutti dalle caratteristiche straordinarie con cui approcciare i mercati del Nord Europa dove negli ultimi anni abbiamo fatto grandi progressi".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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