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venerdì 15 maggio 2020


Mercati all'ingrosso, la «Fase 2» non si sente

Settimana difficile quella che si sta per concludere nei Mercati all’ingrosso, caratterizzata dal maltempo (soprattutto al Nord Italia) e dall’allentamento del lockdown, che hanno provocato una netta inversione di tendenza dopo un inizio maggio particolarmente positivo. E' questo, in estrema sintesi, ciò che emerge dall’analisi “Quick Service” del Monitor Ortofrutta di Agroter che ha approfondito i trend di questi giorni fra i principali mercati ortofrutticoli italiani. Per maggiori informazioni sul servizio clicca qui.

Nonostante un inizio settimana positivo, le sedute successive sono state piuttosto “fiacche” come racconta ad Italiafruit News Wainer Marzola della ditta Agribologna, operativa presso la struttura del Caab: “Dopo un lunedì eccellente, i giorni successivi non sono stati esaltanti. Siamo in una fase di transizione sotto diversi punti di vista. Da un lato l’ambulantato sta tornando operativo grazie alla riapertura dei mercati rionali, anche se con forti restrizioni che non agevolano la vendita; e dall’altro sono in calo le consegne a domicilio da parte dei fruttivendoli. L’Horeca è ancora inesistente, anche se qualcosina inizia a muoversi. Quindi una situazione in continua evoluzione che si riflette sulle vendite”.

“Anche per quanto riguarda gli articoli in vendita, soprattutto per le drupacee - prosegue Marzola - l’andamento commerciale è ancora poco chiaro. Nelle albicocche si sta assistendo ad una forte oscillazione fra i prezzi direttamente proporzionali al livello qualitativo: le poche albicocche italiane veramente buone (Tsunami in particolare) si vendono fra 4-4,50 euro il chilo, mentre il prodotto spagnolo di media qualità è prezzato fra 2-2,50 euro il chilo. Per quanto riguarda pesche e nettarine la forbice si sta riducendo, ma ci sono prezzi comunque importanti: una nettarina calibro B dal Sud Italia si vende a 2-2,50 euro il chilo, con la Spagna che si attesta sui 2 euro il chilo. Spostandoci alle ciliegie, questa settimana il prodotto pugliese migliore calibro 26-28, varietà Bigarreaux, si vendeva fra 9-10 euro il chilo, anche se la qualità non è eccelsa a causa dei problemi di vento. Infine, prezzi in calo per le fragole, soprattutto quelle Sud Italia che stanno per arrivare a fine campagna e denotano problemi qualitativi con quotazioni fra 2,50-3,50 euro il chilo, mentre quelle locali spuntano valori più elevati fino a 4 euro il chilo”.



Spostandoci a Nord, e più precisamente a Bergamo, il quadro non cambia. “Lunedì è stata una giornata positiva, poi c’è stato un rallentamento” dice a Italiafruit Andrea Chiodi direttore del mercato orobico che sviluppa buona parte del fatturato con i fruttivendoli. “Alcuni negozianti mi stanno dicendo che c’è un rallentamento nelle consegne, ed anche in mercato si percepisce maggiore tranquillità, rispetto alla frenesia delle scorse settimane. Come logico che ci sia, i clienti sono sempre più interessati ai prodotti estivi, visto il periodo, anche se la merce in vendita, soprattutto nel comparto drupacee non è sempre all’altezza. Non a caso le albicocche meno buone provenienti dalla Spagna sono cedute a 1-1,50 euro il chilo; lo stesso accade nelle ciliegie con il prodotto mediocre venduto a 2 euro il chilo, e quello di alta qualità tocca senza problemi 10 euro il chilo”.
 
“Nel melone - spiega Chiodi - si trovano delle partite di alto livello, quotate fra 2,20-2,30 euro il chilo riferendoci ad un retato Red Falcon, da 5 pezzi. Da notare infine, alte quotazioni per il kiwi, dove fa il suo ingresso il prodtto neozelandese venduto sopra i 3 euro il chilo, mentre il poco prodotto italiano rimasto si aggira sopra i due euro”.

Anche al Car di Roma la settimana è stata sottotono, e c’è preoccupazione per la situazione economica in cui versa il Paese. “Da lunedì si è percepito un rallentamento delle vendite abbastanza evidente” è il commento di Valter Arcangeli titolare della ditta Siwa, che aggiunge: “Speriamo che sia un momento di transazione accentuato dal meteo ballerino, perché se fossimo in una fase di calo dei consumi determinato da problemi di liquidità delle famiglie, ci sarebbe da preoccuparsi. Ad ogni modo, le fragole sono in discesa dopo i picchi delle scorse settimane con prezzi fra 2 e 3 euro il chilo, anche per gli asparagi prosegue il periodo poco brillante dovuto soprattutto alla mancanza della ristorazione. Invece, tengono mele e banane, così come il melone, a patto che sia buono da mangiare”.

Andamento decisamente negativo al mercato di Vittoria, complice un accavallamento produttivo fra i nuovi e vecchi cicli produttivi, favoriti dal rialzo delle temperature. “Si registrano prezzi in diminuzione per tutte le principali referenze – commenta il grossista Giorgio Puccia – anche per i peperoni che avevano tenuto valori discreti fino alla scorsa settimana. In questi giorni invece si è registrato un tracollo complessivo, che ha interessato pomodori, melanzane e zucchine, con merce invenduta ed una quota significativa destinata all’industria di trasformazione”.



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