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mercoledì 8 aprile 2020


Dubbi sul Dl Liquidità, giornata convulsa per l'agricoltura

Tensione ai massimi livelli ieri all'interno di Agrinsieme - coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - e di Coldiretti per la bozza del Dl Liquidità in circolazione.

“Da una prima lettura della bozza - ha denunciato nel primo pomeriggio Agrinsieme - sembra emergere chiaramente come per misurare l’entità del finanziamento si faccia riferimento solo al bilancio delle aziende, documentazione che è predisposta solo da una parte delle aziende agricole, mentre per altre è prevista una fiscalità diversa. Stesso discorso vale per il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie imprese (Pmi), che non opera a garanzia delle imprese agricole. Si rende quindi necessario che nel Dl Liquidità venga contemplato e adeguatamente alimentato il Fondo Ismea che opera in agricoltura, in quanto allo stato attuale l’agricoltura sembra per la gran parte esclusa dagli interventi proposti. A nostro avviso - ha proseguito il coordinamento - si tratta di una grave dimenticanza e, pertanto, chiediamo l’inserimento di tutte le aziende agricole italiane tra i beneficiari di questa misura. Gli agricoltori, in questo momento di emergenza, sono le fondamenta del Paese, perché consentono quotidianamente l’approvvigionamento di cibo fresco a tutti i cittadini e non possono essere assolutamente lasciati indietro”.

Sul Dl Liquidità è poi intervenuto anche il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, secondo cui occorre “attivare lo scudo dell'Ismea per garantire al 100% i prestiti delle circa 750mila aziende agricole italiane. Bisogna allungare il tempo di rimborso prestiti almeno dai 6 a 10 anni e affidarne la gestione al Fondo di garanzia dell'Ismea per l'Agricoltura e la Pesca e al Fondo per le Pmi per l'agroindustria e l'agroalimentare. Sono strumenti - ha proseguito - che funzionano da anni, che sono collaudati, che hanno limiti molto meno stringenti della Sace e che non prevedono costi aggiuntivi per le imprese. Non c'è quindi bisogno, osserva Prandini, “di nuovi strumenti o duplicazione di strumenti che già esistono e funzionano. Occorre invece aumentare la dotazione già assegnata alle garanzie fornite da Ismea dal Decreto e agire attraverso il Sistema informativo nazionale per velocizzare le istruttorie ed evitare che evasori fiscali e aziende non in regola possano sottrarre risorse vitali per il settore. Inoltre, le aziende che accedono alle garanzie devono assicurare continuità dell'attività agricola e il sistema deve prevedere penalizzazioni significative per quelle che adotteranno comportamenti opportunistici".




Tutte le imprese del settore primario avrebbero immediato bisogno di un rapido e consistente afflusso di liquidità, come ha spiegato il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate (nella foto sopra). “Ciò può avvenire in maniera immediata permettendo alle aziende agricole l’accesso diretto al Fondo di Garanzia per le Pmi, comprendendo ovviamente i benefici previsti dal Dl Cura Italia - ha precisato - Attualmente, infatti, il comparto primario può accedere solo attraverso i Confidi agricoli che, però, di fatto non esistono a livello nazionale e riescono a far erogare finanziamenti in poche province e per importi di entità modestissima. Basterebbe una copertura di 100 milioni di euro a valere sul Fondo di Garanzia per permettere l’erogazione di prestiti di liquidità, ripianamento passività e investimenti al settore agricolo di oltre 1,3 miliardi di euro”.

Solo in tarda serata sono arrivate le rassicurazioni della ministra dell'agricoltura Teresa Bellanova, che ha voluto tranquillizzare le associazioni di categoria in videoconferenza (nella foto sotto). "Libero il campo da equivoci di tutte le nature: il settore agricolo è ricompreso, e non potrebbe essere diversamente, nell'iniezione di liquidità che il Decreto garantisce a sostegno di tutto il sistema produttivo ed economico - ha spiegato - Leggo di allarmi e interpretazioni su un testo che dovrebbe essere, per una questione di opportunità, esclusivamente nelle mani dei tecnici per la redazione definitiva ai fini della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Voglio tranquillizzare tutti: le imprese agricole, che con l'intera filiera alimentare stanno permettendo il bene-cibo al Paese, rientrano nel Decreto liquidità licenziato dal Consiglio dei Ministri". 



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