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martedì 7 aprile 2020


Corsa all'e-commerce, nuovo terreno di sfida

L’emergenza coronavirus ha accelerato i tempi spostando indietro le lancette di una delle sfide cruciali per la distribuzione: l’ecommerce. Le vendite online sono oggi terreno di confronto strategico tra piccoli e grandi player del retail. I negozi di vicinato - approfittando del boom di ordini che ha ingolfato le strutture messe in piedi dai big ritardandone i tempi di consegna, con slot sold out per giorni, a volte settimane - stanno tornando a giocare un ruolo da protagonisti grazie al “delivery”, la Gdo corre ai ripari e rilancia mentre i grossisti si preparano al B2b. Neppure gli ambulanti stanno a guardare: molti di loro, fermi per le disposizioni governative, si sono riconvertiti con la consegna a domicilio di frutta e verdura. 

L’impressione è che lo scenario attuale, forzato dall’eccezionalità del momento, possa in futuro cristallizzarsi. Tanto più che le associazioni di categoria stanno lanciando piattaforme ad hoc e invogliano gli associati a puntare sul delivery.



Ecco allora che, nella distribuzione moderna, in molti si sono attivati per semplificare e migliorare il servizio di spesa online. E’ il caso di Carrefour, che ha messo in piedi a tempo di record “Gli Essenziali”,  pensato per far collimare la quarantena forzata con il bisogno di acquistare alimentari: prevede consegne su tutto il territorio nazionale e un'attesa massima di 4 giorni.  Come? Con dei box  a contenuto già definito acquistabili sul sito essenziali.carrefour.it comprendenti prodotti sufficienti per 2 persone per una settimana, “colazione inclusa”. 

Le offerte sono svariate: il Box Terra contiene prodotti a base di carne; il Box Mare si concentra sul pesce; il Box Vegetariano è dedicato alle persone che preferiscono questo regime alimentare. Il servizio di spedizione è attivo da ieri. I clienti possono optare anche per Box per i più piccoli, divisi in Kit Baby e Kit Bambini, con prodotti per l’infanzia a seconda delle fasce di età, e il Kit Cura Casa e Persona.  Il Box vegetariano costa 69 euro e comprende, tra le altre referenze, succo d’arancia, legumi, passata di pomodori, minestrone di verdura, pesto al basilico, ortaggi sott’olio e... Nutella. Niente prodotti freschi, per il momento. 



Esselunga ha annunciato che partirà con un progetto pilota, ma solo in alcuni supermercati di Milano. Si stanno studiando i dettagli: ci sarà un doppio kit, uno alimentare e uno per la cura della persona. La distribuzione però avverrà solo tramite i volontari che li consegneranno a domicilio alle persone con difficoltà. “Il nostro e-commerce ha avuto una crescita esponenziale della domanda con richieste che oggi sono dieci volte superiori al normale”, ha spiegato recentemente al Corriere della Sera, Sami Kahale, Ceo dell’azienda. “Attualmente stiamo gestendo due criticità: oggi solo una persona su dieci ha la probabilità di trovare uno slot di consegna entro due settimane mentre a Milano abbiamo dovuto chiudere un magazzino per 12 giorni riducendo così la capacità del 50%”.

“Anche queste sono prove tecniche di futuro: dopo il coronavirus il retail non sarà più lo stesso, sappiatelo”, scrive Mario Gasbarrino sul suo profilo twitter annunciando che anche OdStore (colosso del dolce-salato) è entrato nel business dell’online. Gasbarrino è nel Cda di Cortilia, che ieri ha comunicato modifiche al servizio, con lo scopo di renderlo più efficiente e sostenibile: la piattaforma è stata potenziata ulteriormente per consentire l’accesso al maggior numero possibile di utenti; sono state semplificate le fasce orarie, per permettere di gestire il trasporto in modo più efficiente; è stato introdotto il limite una consegna ogni sette giorni per ciascun indirizzo, con un importo massimo di 150 euro, per garantire a più persone la possibilità di fare la spesa; la chiusura degli ordini è stata anticipata alle ore 21 per dare più tempo al personale di magazzino di preparare tutte le spese; le fasce orarie sono state semplificate e la consegna è sempre gratuita per tutte le spese.


Marco Bordoli, amministratore delegato di Crai, non ha dubbi: "Viviamo una vera rivoluzione con l’ecommerce di prossimità in primo piano". Il Gruppo conta oltre 170 negozi che fanno servizio a domicilio, distribuiti in 14 regioni italiane; riesce ad evadere anche 1.500 ordini al giorno. "I clienti ci stanno dimostrando che fare ecommerce nei paesini è oramai una realtà, così come non è più un vincolo l’età", annota Bordoli. "Il nostro servizio di e-commerce è un ‘estensione del  concetto di negozio di vicinato".

Crai nota un cambiamento dei costumi e soprattutto del modo di fare la spesa: "Il piccolo negozio ha assunto un ruolo sociale nel suo territorio, un ruolo di aiuto alla comunità e di rassicurazione. I dati in nostro possesso ci dicono che gli acquisti dei prodotti locali hanno avuto incremento notevole. E su questo punto la prossimità è la massima espressione del prodotto locale e del rapporto con il piccolo produttore locale, che lavora e collabora con il negozio del territorio".

Per Bordoli "questa emergenza cambierà in modo permanente le scelte dei clienti: si darà ancora più valore alla qualità e alla dimensione umana, al rapporto che si instaura con le persone dentro al negozio; le insegne italiane che sapranno cogliere il senso del rapporto umano e della buona relazione con i propri clienti potranno continuare a fare la differenza e probabilmente, vedranno rispetto a prima un aumento dei clienti che le sceglieranno".



Il pianeta biologico non si fa trovare impreparato: Naturasì ha lanciato un nuovo servizio online denominato Clicca e ritira in cui la App aziendale mette in contatto con il punto vendita più vicino per fare shopping online sulla base di quello che c'è realmente sugli scaffali. La spesa, compresi i prodotti freschi, può essere ritirata dopo tre ore in negozio senza fare file. Per ora il servizio è attivo in 14 supermercati delle principali città ma sarà presto esteso a gran parte della rete di 500 punti vendita.

Valentino Di Pisa, presidente dei grossisti della Fedagro, sostiene come "il rilancio del negozio di vicinato sia un bellissimo esempio di come le aziende abbiano saputo adattarsi presidiando il territorio e svolgendo per i cittadini un ruolo che, ritengo, si consoliderà in futuro". "L’emergenza - commenta - ha stimolato determinate scelte e fatto emergere nuove necessità". 

Anche nei Centri agroalimentari spira il vento del cambiamento, sebbene dal respiro interno alla filiera e non rivolto al consumatore finale: "Ci stiamo attrezzando per creare un canale dedicato al B2b: è una priorità che affronteremo passata questa situazione emergenziale che vede i grossisti impegnatissimi, in trincea", annuncia Di Pisa.

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