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giovedì 26 marzo 2020


Mercati all'ingrosso, la sofferenza continua

Continua la sofferenza nei mercati all’ingrosso, ma rispetto alla settimana precedente si è intravisto un leggero aumento delle contrattazioni, anche se a macchia di leopardo. E' questo, in estrema sintesi, ciò che emerge dall’analisi “Quik Service” del Monitor Ortofrutta di Agroter (clicca qui per maggiori informazioni) che ha approfondito i trend della settimana in corso interpellando i referenti di 10 fra i principali mercati ortofrutticoli italiani: Bologna, Brescia, Bergamo, Fondi, Milano, Padova, Roma, Torino, Vittoria e Verona. Per dettagli ulteriori sul servizio Quick Service clicca qui.

Il quadro generale dei mercati all'ingrosso

L’inizio della settimana è stato sicuramente più vivace rispetto a quella della scorsa, con un aumento di circa il 10-15% delle movimentazioni. Da notare come i trend siano diversi da mercato a mercato e ciò è dovuto all’impatto delle misure adottate a livello locale, nazionale ed europeo per contrastare il virus, che a loro volta hanno fortemente cambiato le abitudini di acquisto da parte della clientela. Questo ha complicato notevolmente il lavoro dei grossisti, soprattutto in fase di riordino quando è necessario prevedere l’andamento del giorno successivo. Infatti, nel momento in cui è cambiata la frequenza d’acquisto da parte del consumatore, all’interno dei mercati sono saltati gli schemi ai quali erano abituati gli operatori e si è passati da giornate estremamente positive, a sedute particolarmente negative e viceversa. A prescindere dagli alti e bassi giornalieri, gli andamenti commerciali di diverse produzioni sono comuni a tutte le realtà mercatali. Le fragole sono in grave difficoltà, seguite dagli asparagi e dai carciofi (anche se per quest’ultimi si ipotizza un rialzo nel breve periodo). Anche le banane stanno vivendo un momento particolarmente difficile soprattutto per il prodotto non a marchio, venduto normalmente nel canale Horeca. Viceversa, prosegue il periodo di grande spolvero per le mele, gli agrumi, patate e cipolle, e - nell’ultima settimana - si nota un incremento generalizzato per il cavolfiore. Per quanto riguarda le new entry si vedono i primi bancali di melone proveniente dalla Sicilia.

La situazione in Lombardia e Piemonte

All’Ortomercato di Milano la settimana è partita col piede giusto. “Abbiamo registrato un aumento degli ingressi – afferma il direttore Nicola Zaffra – del 10% nella giornata di lunedì, e del 3% fra ieri e martedì. In particolare sono in crescita gli ambulanti che si stanno attrezzando sempre di più per le consegne a domicilio che è diventata l’attività trainante per il settore del dettaglio.” A livello commerciale, Umberto Musso co-titolare dell’azienda Italfrutta Distribuzione ci ragguaglia sui principali highlight. “Per quanto ci riguarda i trend sono in costante miglioramento, è questo grazie ai dettaglianti che stanno perfezionando il sistema di consegna a domicilio, con un conseguente aumento dei consumi. L’arancia tarocco è sempre l’articolo più richiesto ed ha raggiunto quotazioni importanti, complice la scarsità di prodotto; anche negli ortaggi dalla Sicilia c’è un andamento regolare. Purtroppo, si annovera la crisi di mercato delle fragole con quotazioni fra 1,50 e 2,50 euro il chilo, aggravata dall’abbassamento delle temperature in tutto il Nord Italia; così come per le banane si vende discretamente Chiquita (la preferita dai dettaglianti), mentre per il resto, a causa del fermo alle scuole, si è in forte difficoltà”.



A Bergamo non ci sono state oscillazioni marcate rispetto alla settimana precedente. “Lunedì è stata una giornata positiva – evidenzia il direttore Andrea Chiodi – chiaramente siamo lontani dagli standard abituali, ma considerato il periodo non ci si lamenta. I dettaglianti sono chiamati ad uno sforzo aggiuntivo in quanto stanno implementando un sistema di consegne efficiente in alcuni casi partendo da zero, ma sono ripagati dalla soddisfazione dei consumatori”.

Per quanto riguarda l’andamento dei prodotti scambiati Federico Fapanni, venditore della ditta Ortobergamo, fornisce al Monitor di Agroter il quadro della situazione. “Il freddo delle ultime giornate ha ulteriormente complicato la situazione delle fragole, già di per sé difficile. Al contrario arance, mele e cavolfiori ne stanno traendo ulteriore beneficio e le quotazioni sono sostenute. Per esempio, i cavolfiori sono scambiati a 1.80-2 euro il chilo, mentre le pezzature più grosse di arancia tarocco superano facilmente i 2 euro il chilo”.

“L’offerta di asparagi italiani – prosegue Fapanni – è in costante aumento, mentre la domanda fino ad ora, è stata poco ricettiva, sia per i prezzi elevati che per la chiusura dell’Horeca. Proprio in questi giorni sta arrivando merce di ottima qualità dalla Spagna con prezzi nettamente inferiori (anche un 1,50 euro il chilo in meno) che sta destando interesse alla clientela. Anche per il carciofo - fra gli articoli con le peggiori performance delle ultime settimane - la situazione sta mutando rapidamente. Nei prossimi giorni vedremo un rialzo delle quotazioni a causa di un calo dell’offerta diffuso nei principali areali produttivi. Infine, fra le new entry di questa settimana si segnala il fagiolino verde di provenienza siciliana venduto a 4 euro il chilo, e i primi bancali di melone siciliano che gradualmente andrà ad affiancare per poi sostituire la produzione africana – da Senegal e Marocco – e d’oltre mare.”

“All’interno dell’ortomercato di Brescia – spiega il direttore Marco Hrobat – questa settimana si regista un aumento dei volumi movimentati di circa il 10-15% se paragonata alla precedente. Oramai il dettaglio si è attrezzato per fare fronte all’emergenza e si stanno limitando le perdite”.

"In generale la situazione commerciale è calma – commenta Giuseppe Quadri venditore della ditta Garda Frutta – ma devo dire che con certi prodotti sto riuscendo a vendere anche più di prima, in particolare per le verdure come zucchine, radicchio di Verona, radicchio tondo e lungo, patate e cavolo romanesco. Le vendite di arance Tarocco, che nella scorsa settimana avevano registrato una impennata, sono in fase di rallentamento. Si sta cercando più che altro prodotto di piccola pezzatura, impiegabile per le spremute".

"Se si riesce a vendere questi articoli di più è grazie ai fruttivendoli locali, la maggior parte dei quali ha attivato la vendita a domicilio. La gente oggi preferisce non uscire di casa. Così sta cambiando il modo di fare la spesa, puntando su un rapporto diretto con il proprio negoziante di fiducia. Avere dall'altra parte una persona disponibile e onesta fa stare più tranquille le persone. Ecco perché i fruttivendoli stanno raddoppiando le vendite".



Spostandoci in Piemonte, più precisamente al Caat di Torino, la settimana non è certamente iniziata nel migliore dei modi. “Domenica sera l’amministrazione comunale aveva disposto la chiusura di tutti i mercati rionali torinesi per creare le condizioni di sicurezza imposte dal Dpcm firmata dal premier Conte e dall'ordinanza della Regione Piemonte. Solo ieri le 24 aree mercatali sono state riaperte, a parte quella di Porta Palazzo, dopo essere state recintate. Infatti, l'accesso sarà regolato per non andare oltre il numero massimo di clienti all'interno dell'area, stabilito in base al numero dei banchi presenti, ed in ogni mercato il flusso sarà gestito dalla polizia locale”, dice Daniele Gotto responsabile qualità e logistica della struttura.

“La chiusura dei mercati rionali – aggiunge Sandro Chiarlone venditore presso la ditta il Trifoglio – ha peggiorato un andamento di mercato già di per sé complicato. Le fragole sono in forre crisi con prezzi che in alcuni casi non superano l’euro al chilo, i clienti quasi ti minacciano se provi a spingere troppo la vendita. Si vendono bene le mele, di tutti i tipi, e le pere provenienti dall’Olanda, meno quelle d’oltremare”.

Il punto dal Nord Est

Francesco Cera, direttore del Maap di Padova sottolinea come questa settimana l’attività dei grossisti si è ulteriormente ridotta di circa il 10-15% rispetto ai giorni scorsi. “Come previsto, il rallentamento delle frontiere con l’Austria e la Slovenia ha inficiato negativamente sull’attività d’esportazione che rappresenta la metà del fatturato. Da una settimana non riusciamo a vendere un chilo di ortofrutta agli importatori croati e in Ungheria c’è stata una forte contrazione delle importazioni. Fortunatamente si osserva un incremento degli acquisti da parte della Gdo e del dettaglio tradizionale, se no le perdite sarebbero ben più gravi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il mercato di Verona. “L’esportazione è sicuramente il canale più danneggiato da questa situazione – dice Roberto Righetti, titolare dell’azienda GR Frutta – e gli incrementi sul mercato interno non coprono del tutto le perdite, anche perché le vendita alla distribuzione vanno a singhiozzo”.



A Bologna invece, la settimana è iniziata col piglio giusto grazie all’exploit dei fruttivendoli in sede fissa. “Lunedì abbiamo venduto più che durante il periodo natalizio – sottolinea a Italiafruit Wainer Marzola, venditore presso Agribologna – grazie ai negozi che hanno più che raddoppiato gli acquisti. Sugli scudi le arance tarocco con quotazioni che toccano 2,50 euro il chilo per un calibro 4, mentre un calibro 9 è piazzato a 1,70-1,80 euro il chilo; il kiwi italiano di alta qualità è molto richiesto e supera facilmente i 2 euro il chilo. Al contrario si sta verificando un crollo delle quotazioni delle fragole che a fatica superano i 2,50 euro il chilo – per il prodotto premium – e pure le banane stanno incontrando forti difficoltà”.

L’analisi del Centro Sud

Secondo il grossista Riccardo Pompei che opera al Car di Roma sembra di essere sulle montagne russe. “Ogni giorno è un’incognita. Difficilmente si riesce a prevedere cosa può accadere il giorno successivo, e questo rende complicato calibrare gli ordini. Per di più stiamo assistendo ad un aggravio dei costi di trasporto nell’ordine del 30-40%, che interessa soprattutto la Sicilia e la Spagna. Un rincaro dovuto più che altro al carico di ritorno completamente vuoto”.

“Questa settimana – continua Pompei – l’andamento è stato tendenzialmente positivo rispetto alla scorsa, grazie al traino di cavolfiori, fagiolini, mele e agrumi. I prodotti per l’Horeca, come esotico e piccoli frutti sono in forte sofferenza”.



Al Mercato ortofrutticolo di Fondi i grossisti hanno reagito alle difficoltà causate dall’inclusione della città nella zona rossa (clicca qui per leggere l’articolo), incrementando il giro d’affari. “Se fino alla scorsa settimana  - commenta il direttore Roberto Sepe - si evidenziava un calo dei volumi movimentati pari al 35% rispetto alla norma, da lunedì abbiamo arginato le perdite recuperando almeno il 15%. Questo è dovuto in larga parte agli acquisti della Gdo che ha sopperito alle perdite legate all’esportazione e al canale Horeca”.

Trend incoraggianti anche al Mercato ortofrutticolo di Vittoria, come si deduce dall’analisi di Giorgio Puccia, presidente dell'associazione locale dei grossisti. “Rispetto alla scorsa settimana c’è stata maggiore vivacità nelle contrattazioni, grazie ad una domanda più recettiva e ad una offerta leggermente inferiore a causa del freddo che ha rallentato la maturazione degli ortaggi. Questa evoluzione ha portato in prima battuta alla totale assenza di merce invenduta, fenomeno comune nei giorni scorsi, e ad un rincaro dei prezzi di diverse referenze. In particolare, i pomodori a bacca rossa registrano aumenti nell’ordine del 20-30%; peperoni e zucchine incrementano le quotazioni di circa il 10% mentre le melanzane sono stazionarie”.

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