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lunedì 23 marzo 2020


Mercato di Fondi, reazione di razza

Sono sempre più in prima linea, al “netto” di ogni enfasi, gli operatori del Mercato ortofrutticolo di Fondi: dalla "zona rossa" continuano a lavorare garantendo servizi e prodotti freschi (e totalmente affidabili) ai clienti. L'ordinanza regionale emanata giovedì sera ha “blindato” la città pontina, ma il Mof non si ferma e, nel rispetto delle stringenti normative, resta un punto di riferimento per l’ortofrutta nazionale. La voce dei grossisti e degli altri addetti ai lavori trasmette la fatica, l’incertezza, ma anche l’orgoglio di chi svolge, nonostante tutto, un’attività essenziale. E si arrabbia per situazioni che, ingiustificatamente, rischiano di penalizzare l'imponente realtà laziale.

“Il momento è difficile ma stiamo cercando di dare il massimo per non fare mancare nulla alla distribuzione e dare continuità a una filiera fondamentale come quella ortofrutticola, rispettando le regole e facendo tanti sacrifici” spiega Guido La Rocca, presidente di Copla e Csc Lazio. “I nostri prodotti sono sicuri e di qualità, il Mof è l’unico mercato che ha un laboratorio di analisi interno e noi facciamo ulteriori analisi sul prodotto. La nostra zona di produzione è la più importante d’Italia per gli ortaggi, insieme alla Sicilia: non possiamo e non vogliamo fermarci. Stiamo gettando il cuore oltre l’ostacolo: il problema coronavirus è purtroppo comune e diffuso in tutto il mondo, non ha senso fare discriminazioni territoriali…”. 



“La società di gestione del Mof aveva già adottato misure restrittive per cui ci siamo preparati per tempo e non è cambiato molto, anche se nelle prime ore di oggi c’è stata una certa confusione”, spiegava nella tarda mattinata di venerdì Romano Pecchia (foto sopra), coordinatore di Csc Lazio. “Il volume delle contrattazioni è in calo da giorni, in linea con l’andamento dei Mercati nazionali. Riusciamo comunque a svolgere il nostro ruolo senza particolari problemi, con tutte le precauzioni del caso. Ora c’è bisogno di coordinamento e di chiarezza, anche perché temo che questa situazione durerà per un po’ di tempo...”.



Nella tarda mattinata di venerdì sono arrivati in Mercato i chiarimenti interpretativi dell’ordinanza regionale. “Sono serviti a mettere un po’ d’ordine a una situazione inizialmente complessa”, sottolinea Mariano Di Vito (sopra) dell’azienda Mafalda. “Alcuni camion carichi di ortofrutta destinati a Roma, nelle prime ore, sano stati fatti tornare indietro, ma il Car ha velocemente emanato una disposizione che consente l’accesso, con le opportune precauzioni”. Precauzioni che, per la merce proveniente dal Fondi, saranno adottate anche da altri Mercati, come quello di Firenze.



“Siamo degli highlander e lo stiamo dimostrando: in un momento di crisi epocale lavoriamo sodo per dare un servizio agli italiani”, rivendica con convinzione Luca Peppe (foto sopra), presidente di AgriPeppe. “Purtroppo le disposizioni governative stanno causando confusione: bisognerebbe distinguere tra chi si muove per lavorare, che andrebbe agevolato e tutelato, e chi lo fa per andare a spasso. Non sempre è così. Qui a Fondi siamo in un momento delicato, a breve entreranno in piena produzione gli ortaggi pontini, dagli zucchini ai pomodori, dalle melanzane ai peperoni: serve un supporto per lavorare in tranquillità”.

Per quanto riguarda il trend commerciale, il titolare di AgriPeppe, il cui business è interamente legato alle catene della Gdo, sottolinea come “dopo il contingentamento degli ingressi l’interesse si sia concentrato su zucchine, patate, arance e mele, vale a dire i prodotti a più lunga conservazione. Male, invece, le verdure a foglie. Stiamo tenendo fermi i prezzi per correttezza e senso di responsabilità - aggiunge - ci diamo da fare per non far mancare a nessuno il prodotto. In alcune giornate ci hanno triplicato gli ordini, e noi li abbiamo evasi”.  “Fortunatamente - conclude Peppe - non abbiamo nessun problema a livello di disponibilità personale: chi può lavora in smart working, chi è in Mercato dispone di tutti gli strumenti di protezione. E il sabato chiudiamo per sanificare”.



“Al Mof si continua a operare nel rispetto dell'ordinanza regionale con tutte le precauzioni utili a garantire la sicurezza e la qualità degli approvvigionamenti di generi di prima necessità - conferma il direttore di Coldiretti Fondi, Lino Conti -  Già al momento del provvedimento restrittivo del 10 marzo della direzione del Mercato tutti gli operatori e le cooperative di servizio si erano premuniti di adottare le opportune misure. La struttura continua a svolgere una primaria funzione pubblica di grande importanza mentre nei campi stanno entrando in piena produzione gli ortaggi locali. Per fortuna, al momento, non ci sono problemi di manodopera” ma si refgistra una flessione nella richiesta di prodotti locali.

Il direttore del Mof Roberto Sepe, intervistato venerdì da Adnkronos, ha parlato di una flessione delle vendite del 30-35%, "ma - ha aggiunto - rispetto ad altri Mercati abbiamo tenuto". Anche Sepe rassicura: "Ci stiamo attenendo in maniera scrupolosa ai decaloghi e a quanto stabilito dai decreti del presidente del consiglio dei ministri e a successive modifiche e integrazioni”. E aggiunge: "quella di venerdì è stata una mattinata molto articolata; un'ordinanza che arriva in tarda serata costringe a fare una serie di attività che non erano programmate. Abbiamo aperto alle 6, misurato la temperatura a tutti i soggetti in entrata con una squadra già all'interno. Abbiamo evitato l'ingresso a chi era sprovvisto di mascherine e guanti, attivando una attentissima attività di controllo delle distanze".



Il direttore dice no alle fake-news: “Il Coronavirus Covid-19 non si trasmette con gli alimenti, come emerge con evidenza scientifica dalle linee guida del Ministero della Salute, per questo ritengo del tutto ingiustificato l’allarmismo che in queste ore sta penalizzando Fondi e il suo Centro agroalimentare all’ingrosso, con il rifiuto della nostra merce da parte di alcuni clienti. Non vorremmo che notizie distorte e senza alcuna validità scientifica possano essere utilizzate in modo strumentale per mettere in ginocchio una realtà che già subisce forti limitazioni a causa dell’emergenza Coronavirus". 

"Non possiamo accettare questa situazione – conclude – anche perché le restrizioni imposte al mercato ortofrutticolo, che soddisfa il fabbisogno annuale di 4 milioni di italiani e coinvolge oltre 4mila imprese agricole, rischiano di affondare un settore cruciale, colpendo i lavoratori e danneggiando il tessuto produttivo e l’economia del territorio".

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