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mercoledì 18 marzo 2020


Spagna, la reazione della Gdo alle misure anti-Coronavirus

Se fare la spesa è una delle poche attività ‘fuori casa’ consentite ai tempi del Coronavirus, le sue modalità e tempistiche sono profondamente cambiate in tutta Europa, dove le catene della Grande Distribuzione si sono adattate a nuove misure tese a diminuire la diffusione del contagio.
Per ricordare che il settore si regge prima di tutto sull’impegno dei suoi addetti - definiti ‘proletari del Coronavirus’ da El País - arriva dalla catena spagnola Mercadona l’idea di valorizzare il loro lavoro con un bonus economico. I dipendenti dell'azienda riceveranno infatti sullo stipendio di marzo un extra del 20% come “ricompensa per essersi esposti al possibile rischio del Coronavirus”. 
La vicinanza agli impiegati è stata dimostrata in prima persona anche dal presidente di Mercadona Juan Roig, che lo scorso weekend si è recato in visita in diversi punti vendita, già alle prese con il panico improvviso degli acquisti e scaffali vuoti.


Mercadona tranquillizza i consumatori con le foto degli scaffali

La stessa catena, che era stata accusata di non limitare gli accessi ai suoi punti vendita, proprio in questi giorni ha introdotto misure più restrittive che prevedono limiti rigorosi al numero di acquirenti ammessi in ciascun negozio, che dovranno entrare senza bambini o altri componenti della famiglia. I supermercati hanno limitato l’orario di chiusura dalle 9 alle 20 anziché fino alle 21,30 e hanno richiesto ai consumatori di distribuire gli acquisti in diversi momenti della giornata, per evitare lunghe code al momento dell’apertura.
I pagamenti potranno avvenire solo con carta di credito o telefono cellulare ed è vietata la restituzione dei prodotti, mentre il servizio di spesa a domicilio al momento non è disponibile. Gli stores manager sono chiamati a vigilare sulla presenza dei clienti entro i limiti previsti, oltre a controllare il mantenimento delle distanze di sicurezza e l'utilizzo dei guanti. La catena ha inoltre chiesto ad anziani e a malati cronici di evitare la loro presenza in loco.

I provvedimenti adottati da Mercadona sono in larga parte simili a quelli delle altre catene spagnole.


"Siamo al tuo fianco. Vinceremo insieme questa battaglia",
la campagna di comunicazione della catena El Corte Inglés

El Corte Inglés ha dovuto chiudere la maggior parte delle sue superfici ma rimangono aperti i supermercati, i Supercor e gli Hipercor con i seguenti orari: dalle 10 alle 20 da lunedì a sabato e dalle 11 alle 20 nelle domeniche e festivi.
Al momento, la spesa online è completamente operativa per tutti i prodotti e offre due nuovi servizi: il recupero della spesa prenotata nei parcheggi dei suoi stabilimenti e la spesa per telefono riservata ai meno esperti delle nuove tecnologie.


Gli addetti di Carrefour invitano a mantenere le distanze minime di sicurezza,
indicate da appositi nastri adesivi

I supermercati Carrefour, che rimarranno aperti dalle 9 alle 21, prevedono una continua sanificazione degli ambienti e la presenza di gel idroalcolici, oltre ad ingressi contingentati e barriere divisorie alle casse. La piattaforma online, riservata a persone anziane o con disagi, donne in gravidanza o persone in quarantena, al momento risulta satura di ordini.


Lidl informa i suoi clienti delle nuove misure di sicurezza

Lidl restringe gli ingressi a massimo 50 clienti alla volta, con presenze controllate da personale di sicurezza privata. Come da tradizione, la catena non dispone del servizio online, mentre i negozi rimarranno aperti dalle 9 alle 20.


La catena Dia garantisce il mantenimento di tutte le sue attività 

Il servizio di spesa online rimane invece attivo da Dia, anche se il sito annuncia possibili disagi dovuti al gran numero di richieste: in ogni caso, le consegne avvengono davanti agli ingressi dei clienti, senza alcun contatto con gli operatori. Anche questa catena prevede l’ingresso contingentato di 50 clienti, l’utilizzo di guanti e il rispetto della distanza di sicurezza.
Sia Lidl che Dia hanno annunciato di aver ampliato il loro personale, per poter rispondere tempestivamente alle nuove esigenze dei consumatori.

Ingressi limitati a 50 persone anche per il negozi di Aldi, aperti in orario ridotto dalle 9 alle 20 dal lunedì al sabato. L’unica catena che non ha modificato il suo orario di apertura è il gruppo Eroski, che rimane accessibile al pubblico dalle 9 alle 21 e con il servizio di spesa online.
Dal gruppo Auchan (Alcampo) al momento non è pervenuto nessun comunicato ufficiale e l’orario dei singoli negozi è consultabile sulla pagina web, in linea di massima dalle 9 alle 22. La spesa online rimane operativa ma i consumatori sono messi in guardia da possibili ritardi.


Le casse di un supermercato spagnolo

Una richiesta comune arriva da tutte le catene del Paese: evitare gli acquisti compulsivi e l’accumulazione di articoli inutili, considerato che l’assortimento di beni di prima necessità è garantito e i supermercati rimarranno aperti. Secondo i media spagnoli, le vendite nei supermercati sono cresciute del 9% nella settimana precedente alla dichiarazione dello stato di allarme (dal 9 al 15 marzo, ndr) e nuovi picchi sono attesi in questa settimana.

Secondo il professore Tomás Bonavía del dipartimento di psicologia sociale dell’università di Valencia “Gli acquisti impulsivi di questi giorni non sono altro che una ricompensa alla nostra paura, alle mancanze e all’insicurezza tipiche di questo periodo – come riporta il sito Valenciafruits - Questi acquisti oltremisura, con i consumatori che affollano i supermercati aumentando il rischio di contagio, sono una reazione normale di persone che cercano di proteggere i propri cari. L’impulso è quello di riempire il frigo e gli aspetti emozionali vincono su quelli cognitivi, facendo prevalere la soddisfazione immediata delle nostre necessità sulle conseguenze a lungo termine dei nostri comportamenti”.

Fonti: Fruitnet.com, Elpais.com, Valenciafruits.com, Elconfidencial.com, Elmundo.es
Foto di apertura e chiusura: 20minutos.es 

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