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venerdì 28 febbraio 2020


Dimar esalta l'ortofrutta con l'innovazione

Dimar cresce più della media dei retailer italiani grazie anche al contributo dell’ortofrutta e punta su prodotti innovativi e nuovi concept che privilegiano i freschissimi. Se nel 2019 la Gdo ha chiuso positivamente in termini di vendite a valore, ma con volumi  poco al di sopra del 2018, il reparto ortofrutta della catena appartenente al Gruppo Selex ha registrato un +6% in fatturato e un +3% circa in quantitativi, “dati - spiega Giovanni Sansone, che di Dimar è il responsabile acquisti ortofrutta - particolarmente significativi tenendo conto che sono stati messi a segno nell’area 1 Nielsen, tra quelle più in difficoltà”.


Immagini del reparto ortofrutta di Mercatò Extra. In altro, nel riquadro, Giovanni Sansone

Trend favorevole anche per i prodotti servizio a partire dalla IV gamma: per Dimar, catena distributiva all’avanguardia sull’innovazione e particolarmente organizzata nella gestione di spazi e assortimenti, la crescita è in linea con quella aziendale, quindi superiore alla media di mercato, “anche se a valore non c’è stato un fenomeno inflattivo analogo al resto del reparto perché lo scaffale non ha avuto un riposizionamento”, spiega Sansone.

Si è assistito, peraltro, a ulteriore sviluppo numerico delle referenze legate ai piatti pronti con un maggior spazio dedicato nel banco frigo: “Il bilancio 2019 è positivo, migliore di quello della IV Gamma, in particolare con il prodotto leader nella categoria, le Zuppe Dimmidisì”.


 
In un contesto di mercato in cui la frutta fresca ha patito una variazione negativa nel rapporto euro/chilo (-1,2%) con le vendite a valore che flettono dello 0,9% e quelle a volume in progresso dello 0,4%, la frutta Dimar ha performato meglio della verdura “grazie all’innovazione e alle scelte assortimentali, con articoli che premiano il fattore gusto”, sottolinea il responsabile acquisti.  “Sulla verdura non abbiamo registrato un particolare fenomeno inflattivo: la crescita è legata principalmente ai prodotti servizio”.



Lo scorso anno il retailer piemontese ha lanciato l’insegna Mercatò Extra: 3mila metri quadri di spazio espositivo con una forte focalizzazione sui freschi. Due, per il momento le aperture, ad Alessandria e Saluzzo. “All’ingresso - spiega Sansone - vi è un ampliamento degli elementi espositivi e sono stati implementati servizi particolari come la macchina taglia ananas e spremiagrumi; a ciò si aggiunge una testata refrigerata per berries, estratti e frutta di IV gamma. L’esposizione è ragionata, con una significativa profondità assortimentale, massima attenzione a localismo, valorizzazione del prodotto nazionale e articoli top ad alto contenuto di servizio. Puntiamo su brand distintitvi come la linea premium Dolce di Op Armonia. Grande attenzione, inoltre, viene rivolta all’impatto ambientale”.



“Oltre a essere legati a nuovi concept sui freschi - tiene a sottolineare Sansone - questi Pdv hanno fornito la grande opportunità, a chi si occupa di acquisti, di ampliare la scelta, cosa che nei negozi tradizionali è difficile, se non impossibile, fare”. E i conti tornano: “Nello store di Alessandria assistiamo a un incremento importante dell’incidenza del reparto ortofrutta in una piazza per noi nuova, in cui storicamente non è semplice vendere i freschi: siamo molto soddisfatti. A Saluzzo, dove invece siamo presenti da tempo con un altro superstore di 2.500 metri quadri, è prematuro tirare le somme”.



Quali novità sono in cantiere per il 2020-2021? “Svilupperemo il progetto di sequenza espositiva suddivisa per formato per arrivare a una sequenza per codice di prodotto almeno per gli articoli alto rotanti”, risponde l’esponente di Dimar. “Il gruppo conta ormai un centinaio di punti vendita, l’obiettivo è ampliarci con 5-6 aperture l’anno nell’areale di nostra pertinenza”.



L’incidenza del reparto ortofrutta, intanto, è aumentata dello 0,3% e si colloca attorno al 10%: “Un dato interessante tenendo conto che non consideriamo frutta secca, legumi, piante e fiori, contemplati nei generi vari, che valgono circa 4 punti percentuali”, conclude Sansone. 

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