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martedì 5 novembre 2019


Il ministro neozelandese si tatua la cimice asiatica

Si è tatuata sul braccio la cimice asiatica. L'entomologa Catherine Duthie, ministro delle industrie primarie della Nuova Zelanda, ha pochi dubbi sull'estrema pericolosità di questo insetto che l'Italia, purtroppo, ha ampiamente sottovalutato. Da otto anni, infatti, lavora costantemente a un progetto governativo per prevenire la sua entrata nel Paese del kiwi Zespri e delle mele Enza.

"Il vero rischio della cimice asiatica deriva dalle aggregazioni”, ha detto Duthie in una intervista concessa al sito di informazione neozelandese Stuff. “Un singolo esemplare nella valigia di qualcuno non è davvero un rischio. Quando si raggruppano, invece, possono nutrirsi, accoppiarsi e deporre le uova".



Duthie ammette di essere mossa da una passione viscerale nei confronti della cimice asiatica e, per questo motivo, ha deciso di tatuarsela nel corpo. "Sono state profondamente investita dal progetto di stato - racconta - Ogni anno lavoriamo per tenere fuori la cimice dal nostro territorio e ci prepariamo a un eventuale arrivo".

L’asiatica potrebbe infatti proliferare nel clima mite e temperato della Nuova Zelanda, con il rischio di compromettere l’economia agricola e specialmente ortofrutticola. Ecco perché il governo ha già ottenuto la pre-autorizzazione dell'Epa (Autorità di protezione ambientale della Nuova Zelanda, ndr) per poter lanciare la vespa samurai qualora si dovesse verificare un ritrovamento.
 
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