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lunedì 28 ottobre 2019


Fai Cisl boccia la tassa sulla plastica

“Le notizie che ci giungono da molte imprese descrivono perfettamente quali effetti potrebbe innescare la plastic tax. Diversi i settori colpiti, compresa l’industria alimentare. Anche la San Benedetto ha ipotizzato inevitabili ripercussioni in termini di investimenti e occupazione, creando non poca preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori. Praticamente, con un euro di tassa per ogni chilogrammo di imballaggio si supera il doppio dei costi attualmente sostenuti. Chiediamo al governo di fermarsi e confrontarsi con imprese e parti sociali per pianificare una vera transizione green della nostra economia”.

Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl il segretario generale Onofrio Rota, commentando la tassa sulla plastica prevista in manovra. “Chiediamo al governo di ripensare questa imposta sugli imballaggi, che colpirà inevitabilmente anche molte imprese dell’industria alimentare, un settore che finora è cresciuto in maniera esponenziale e ha prodotto buona occupazione. Così come concepita - aggiunge Rota - questa imposta tartassa le famiglie, non cambia i comportamenti dei consumatori e soprattutto mortifica il lavoro e le imprese, anche quelle più virtuose”.

“Non è questa la via da percorrere - conclude il leader della federazione agroalimentare e ambientale della Cisl - per tutelare l’ambiente e convertire la nostra economia. Sembra piuttosto una misura demagogica con la quale rastrellare soldi, dimenticando che in Italia esiste da tempo un primato delle imprese nel fare innovazione, come ad esempio con la plastica vegetale e tanti altri prodotti a basso impatto ambientale, nonché con metodi avanzati di riciclo dei rifiuti e di economia circolare. Il problema sta semmai proprio su questo versante, cioè nell’incentivare una graduale transizione verso migliori standard produttivi, e non nello scaricare su cittadini, imprese e lavoratori il peso di scelte che non hanno nulla di sostenibile”.

Fonte: Ufficio stampa Fai Cisl 


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