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venerdì 20 settembre 2019


«Luce» sul pomodorino del Piennolo Dop

Aop Luce punta i riflettori sul pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, che entra a far parte dell’assortimento del consorzio specializzato nella produzione e commercializzazione di prodotti del territorio campano e laziale. Prosegue così, sottolinea l’azienda, la missione tesa a recuperare tipicità locali ad elevato potenziale per offrirle al consumatore su tutto il territorio nazionale: il pregiato ortaggio va ad aggiungersi infatti a un paniere già "nobilitato" da melannurca Campana Igp, sedano bianco di Sperlonga, fragola favetta di Terracina, kaki vaniglia napoletano e pomodoro di Sorrento.

Una operazione rivolta a un prodotto di nicchia “che ci fa piacere presidiare - sottolinea Aop Luce - Quest’anno siamo in fase di test ma l’intenzione è di inserirlo in maniera stabile nell’assortimento”. Aop Luce commercializza il prodotto in vaschette in cartoncino personalizzato da 500 grammi su cui è raccontata la storia del pomodorino, mentre in un mini-depliant inserito nella confezione è indicata anche una ricetta tipica della tradizione napoletana che ne esalta il gusto. “Questa annata - evidenzia ancora l’organizzazione - non è stata favorevole in termini di volumi, che hanno accusato una riduzione del 30-40% rispetto alla media, anche se la siccità estiva ha favorito la qualità dei pomodori: più sapidi, con una maggiore tenuta nel tempo ed una percentuale di scarto bassa”.


L’antica varietà oggetto dell'operazione, coltivata esclusivamente sulle pendici vulcaniche del Vesuvio, è divenuta Denominazione d’Origine Protetta nel 2009; come ricorda l’Aop, con il termine “piennolo” (napoletano per “pendolo” e quindi “appeso”) si intende la forma a grappolo in cui tradizionalmente dopo la raccolta sono raggruppati i pomodori e appesi sui balconi per essere conservati. L'antica diffusione di questo prodotto era legata alla necessità di disporre nei mesi invernali di pomodoro allo stato fresco per poter adeguatamente guarnire le preparazioni domestichefra cui pizze e primi piatti che richiedevano intensità di gusto e di fragranze.

Le peculiarità del "pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop” - aggiunge Aop Luce - sono l’elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l'alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni; il “piennolo” non deve quindi essere tenuto in frigorifero ma in luoghi areati, dove si può conservare per molti mesi dalla raccolta. Il metodo di coltivazione è a basso impatto ambientale e con ridotto ricorso ad acque d'irrigazione. Le bacche hanno una forma ovale allungata, lievemente a pera o a cuore, di cui è ben visibile la parte apicale (il “pizzo”). 

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