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lunedì 16 settembre 2019


Monti Cimini, una «stagionaccia» per nocciole e castagne

Nei Monti Cimini (Viterbo) la raccolta delle nocciole è iniziata da una decina di giorni e le prospettive sui volumi dell'annata non sono granché. "La produzione, purtroppo, quest'anno potrebbe scendere ai minimi storici: non solo per le nocciole, ma anche per marroni e castagne", ha spiegato a Italiafruit News Donatella Ercoli, produttrice di Carbognano con una lunga esperienza nel settore della frutta secca a guscio. 

"Questa stagionaccia, climaticamente parlando, ci conferma come il meteo stia cambiando in modo sempre più repentino - sottolinea - Le piante di nocciolo hanno sofferto il freddo eccezionale di maggio, in particolare oltre i 400 metri di altitudine dove ci sono state continue nebbie".

Ma per rendersi conto dei mutamenti climatici basta vedere le temperature che, la scorsa settimana, si sono registrate nelle varie località dei Monti Cimini. "Abbiamo passato giornate di caldo torrido, senza vento. Non si è mossa una foglia. Il clima, guardando agli ultimi decenni, non è mai stato così a settembre. Negli ultimi tre anni, in particolare, è cambiato completamente rispetto al passato". 

Anche i castagneti dovrebbero produrre pochissimo. "A Carbognano, tra marzo e aprile, un'ondata di Cydia ha interessato la maggior parte dei ricci che erano appena spuntati. Per quanto riguarda gli impianti specializzati, situati dai 350 ai 600 metri di altitudine, la produzione sarà inferiore dell'80% rispetto ai livelli che raggiungevamo prima del 2007, anno in cui il cinipide galligeno è arrivato nel nostro Comune". 

“Difficile fornire una previsione di produzione complessiva per i Monti Cimini. Ma la raccolta, di certo, sarà molto scarsa. Nelle varie località si produrrà a macchia di leopardo e, probabilmente, i volumi potranno essere maggiori nei boschi sopra i 600 metri", conclude Ercoli.
 
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