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venerdì 19 luglio 2019


Nettarine piatte, progetto Made in Italy

Pesche, c'è chi - nonostante le ricorrenti crisi - investe e ci crede. E punta su un prodotto capace di differenziarsi a "prima vista". E' ai nastri partenza il progetto Netta-Saturnia, la nettarina piatta di Azienda Agricola Eleuteri, aderente a Op Armonia: "Abbiamo realizzato un primo impianto di due ettari con una varietà frutto di una mutazione spontanea trovata nella nostra azienda a Montecosaro, nel Maceratese, di cui osserviamo il comportamento da oltre cinque anni", spiega Marco Eleuteri, direttore commerciale dell'organizzazione. "Su questa iniziativa saranno concentrati i nostri sforzi per il prossimo quinquennio”. L’azienda prevede di destinarvi una superficie di circa 100 ettari: 75 nelle Marche e 25 in Campania: “Stiamo testando una ventina di varietà - conclude Eleuteri - in fase di monitoraggio per riuscire a coprire  un calendario estivo di almeno tre mesi”.



Un progetto ambizioso, che mira a consolidarsi nel tempo: "Finora molte delle varietà lanciate sul mercato sono degenerate geneticamente dopo 4-5 anni di vita; c'è molto interesse ma è necessario muoversi con prudenza", spiega Eleuteri. "Non a caso in Spagna solo il 2-3% della superficie totale coltivata con drupacee piatte riguarda le nettarine. Per questo, ci avvaliamo della collaborazione dell’Irta di Lerida, probabilmente l’istituto di ricerca con maggior esperienza in materia nonché di diversi breeders francesi e spagnoli che ci stanno facendo testare diverse selezioni".

               

Agricola Eleuteri ha inoltre stretto un accordo di esclusiva per l’Italia per due varietà precoci di pesche piatte, una americana e l’altra francese, cui saranno destinati altri 30 ettari nelle Marche tra quest’anno è il prossimo. La superficie regionale, entro il 2020, raggiungerà così i 100 ettari. “Con i 30 ettari coltivati a Battipaglia dalla famiglia Mellone, anch’essa aderente a Op Armonia - commenta Eleuteri - la nostra organizzazione raggiungerà alla fine del prossimo anno una superficie di circa 130 ettari per le pesche piatte, confermandosi il maggior produttore italiano di con circa il 10% della superficie stimata nel Paese”. Il calendario della pesca Saturnia si amplierà da fine aprile (produzione più precoce sotto serra di Battipaglia) a fine settembre, con le varietà più tardive e quelle delle Marche, dove nel 2020 sono previsti altri tre ettari sotto serra che raddoppieranno la superficie coperta totale. 


Da sinistra Davide Neri, Umberto Santoni, Francesca Raffaelli e Marco Eleuteri

Nei giorni scorsi, intanto, è stato presentato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona un progetto per espandere la produzione sostenibile di pesche e nettarine platicarpe di alta qualità. L’iniziativa punta a migliorare ulteriormente il livello qualitativo della produzione delle pesche piatte marchigiane in termini di gusto, caratteristiche nutraceutiche e sostenibilità ambientale delle coltivazioni.


La professoressa Gianna Ferretti con Raffaelli

Alla presentazione sono intervenuti Eleuteri, Umberto Santoni dell’Agricola Moscatelli, Davide Neri, del dipartimento D3a dell’Università marchigiana, Gianna Ferretti, del dipartimento Disco Facoltà di Medicina e Francesca Raffaelli di Biomedfood. 


Un altro momento della presentazione

Nell'occasione sono stati organizzati assaggi nei quali si sono messe a confronto pesche Saturnia con referenze della stessa varietà ma di altra provenienza acquistate in una nota catena distributiva italiana allo scopo di evidenziare le differenze qualitative determinate da condizioni pedoclimatiche, tecniche colturali, raccolta e gestione post raccolta. 


Test gustativo

Un centinaio gli assaggi effettuati: i risultati saranno presentati prossimamente in uno studio di sintesi della BiomedFood, tra i partner del progetto insieme ad Azienda Agricola Moscatelli associata ad Op Armonia proprio come Agricola Eleuteri, Facoltà di Agraria e Medicina della Universita Politecnica delle Marche e Irta di Lerida

Un’attività realizzata con il contributo del Psr Marche 2014/20 che, in definitiva, vuole rafforzare la presenza sul mercato e il consumo di platicarpe prodotte con tecniche dal ridotto impatto ambientale. Il tutto attraverso varie azioni: ampliamento della finestra produttiva con nuove varietà e cultivar resilienti, fornitura di soluzioni tecniche necessarie alla produzione di alta gamma, massimizzazione delle eccellenze nutraceutiche e funzionali del frutto, valorizzazione e comunicazione del prodotto come di “alta gamma” indicando il momento ideale del consumo, utilizzando pack che descrivano processi e valore nutrizionali, formando e coinvolgendo chef e ristoratori.



La giornata si è chiusa in un noto ristorante di Numana con una degustazione “Gourmet” dedicata alla drupacea.

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