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martedì 9 luglio 2019


Frutta, Sos al Mipaaft: la crisi peggiora

Si alza le "febbre" della frutta di stagione e le organizzazioni dei produttori rompono gli indugi chiedendo al Mipaaft di attivarsi per tamponare l'attuale situazione caratterizzata da eccedenza dell’offerta e quotazioni inadeguate: in una lettera inviata venerdì a Gian Marco Centinaio e alla sottosegretaria Alessandra Pesce, i vertici di Unaproa e Italia Ortofrutta evidenziano che “l’intero comparto pesche e nettarine italiano, e più in generale quello della frutta estiva, sta vivendo in queste ultime settimane un profondo momento di crisi, attestato anche dalle ricorrenti manifestazioni di piazza in cui assistiamo alla distribuzione gratuita di prodotto da parte di agricoltori esasperati da prezzi ai minimi storici, nell’ordine anche di 15-20 centesimi al chilogrammo, insufficienti a coprire anche i soli costi della raccolta”.

Il monitoraggio dei mercati condotto da Ismea, fanno presente le due associazioni, conferma questo quadro, “con prezzi all’ingrosso che fanno registrare una flessione di circa il 30% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente per pesche, nettarine e albicocche”. Nonostante gli abbattimenti degli impianti produttivi abbiano interessato il 25% circa delle superfici coltivate a pesche e nettarine in Italia - si legge quindi nella lettera - il particolare andamento climatico ha generato incrementi produttivi mediamente del 14% nei principali Paesi produttori europei (Italia, Francia, Spagna) rispetto alle produzioni 2018. Tale situazione sta determinando molteplici problematiche commerciali con stagnazione della domanda e, appunto, prezzi abbondantemente al di sotto dei costi di produzione.

Da sinistra i sottosegretari Mipaaft Pesce e Manzato con il ministro Centinaio Al di là della necessità di una "strategia di medio lungo periodo che possa accompagnare il comparto verso quella ristrutturazione profonda da cui sarà necessario ripartire per ridare competitività alle produzioni", le due organizzazioni chiedono “la convocazione urgente di un tavolo di crisi, con l’obiettivo di trovare soluzioni per ridurre la pressione dell’offerta di prodotto con azioni straordinarie che tolgano prodotto dal mercato del consumo fresco”. Insieme alla missiva, Centinaio e Pesce hanno ricevuto un’informativa con numeri aggiornati a fine giugno. I dati produttivi delineano per l’Europa una riduzione produttiva attestata al 7% rispetto al 2018 solo in Grecia, mentre per gli altri Paesi si prevede un incremento produttivo: per la Spagna del 12%, per l’Italia del 13% (1,3 milioni di tons circa complessivi) e per la Francia del 17%. Per le percoche, il dato aggregato a livello europeo evidenzia un aumento della produzione del 2% rispetto al 2018. “Il dato previsionale aggregato indica per il 2019 - sottolineano le due organizzazioni - il superamento della quota critica di tre milioni di tonnellate di pesche e nettarine da consumo fresco: nelle stagioni in cui tale soglia di produzione è stata superata, abbiamo visto acuirsi le molteplici problematiche commerciali con conseguenti risultati disastrosi per l’intera filiera”.

E' necessario, puntualizzano ancora Unaproa e Italia Ortofrutta, esportare un’ampia quota di prodotto "e per farlo dobbiamo obbligatoriamente competere con Spagna e Grecia, rivali molto aggressivi: la Spagna ha beneficiato di condizioni climatiche migliori delle nostre e ha costi produttivi e logistici più bassi dei nostri. Inoltre esporta in Italia 120mila tonnellate di pesche e nettarine da consumo fresco, aggravando così le difficoltà di vendita del prodotto italiano nello stesso mercato nazionale. La Grecia, dal canto suo, offre un prodotto di qualità mediocre a prezzi bassi, “ma ciò - la considerazione dei firmatari della missiva - risponde perfettamente ai mercati costantemente alla ricerca di un primo prezzo”. Ad aggravare il quadro, la qualità del prodotto, “che - lamentano le due realtà - ha risentito di una primavera anomala, caratterizzata da numerose precipitazioni piovose soprattutto nel mese di maggio, tale da determinare un ritardo nell’avvio di stagione: abbiamo riscontrato importanti rallentamenti nelle operazioni di dirado che hanno condizionato il calibro dei frutti delle varietà precoci, associato a danni qualitativi”. Ecco allora che “questo primo periodo di campagna di commercializzazione vede una significativa riduzione dei consumi”. E richiede un intervento della politica. La palla, ora, è nel campo del Mipaaft.
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