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lunedì 20 maggio 2019


Ancora maltempo, forti piogge al Centro-Nord

L'ennesimo weekend di maltempo, il terzo consecutivo, ha interessato soprattutto il Nord e le Regioni tirreniche. Tra sabato e domenica le precipitazioni più abbondanti si sono abbattute su Veneto, Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna, specie nel Bolognese, nel Cesenate e nel Ravennate dove, in alcune zone, è caduta anche la grandine. Sono tutti da valutare i danni nei campi alle produzioni frutticole e orticole.  

Le intense precipitazioni di maggio hanno fatto innalzare il fiume Po di oltre un metro in un solo giorno per raggiungere un livello idrometrico di -0.48 metri la mattina di domenica a Boretto. Il maltempo senza tregua ha gonfiato anche i grandi laghi come quello di Como che ha raggiunto un grado di riempimento al 57%, il Maggiore salito all'88% e fino al Garda che a livelli da massimo storico addirittura al 94%. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti. Che sottolinea come la situazione del più grande fiume italiano e dei laghi è rappresentativa dello stato dei corsi d’acqua della Penisola. 

Dopo una primavera pazza segnata da un mese di maggio piovoso che si classifica fino ad ora tra i più freddi degli ultimi 30 anni secondo gli esperti. "L’anomalia climatica, che si è manifestata anche con temporali violenti e grandine, ha colpito l’Italia - sottolinea la Coldiretti - in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura. Con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti. A macchia di leopardo lungo tutta la Penisola - precisa la Coldiretti - si è verificata una vera strage per verdure, cereali, girasole e frutta. Con danni a vigneti, agrumeti, oliveti e ciliegi. Ma anche alle infrastrutture, dalle stalle scoperchiate alle strade rurali franate, senza dimenticare le serre distrutte con danni superiori ai 10 milioni di euro".  

In Puglia, in particolare, l'agricoltura è ko. Dopo il disastro delle ciliegie a Bari (clicca qui per leggere il nostro articolo) è arrivata la distruzione di ettari ed ettari di angurie a Lecce e provincia. Per questo prodotto, infatti, i campi allagati sono sinonimo di prodotto già perduto. Il maltempo non ha dato tregua ai campi in Puglia, con nubifragi, bombe d’acqua e grandinate che hanno imbiancato le aree rurali. "Dopo le ciliegie Bigarreau e Giorgia in provincia di Bari con un danno del 60-70% sul prodotto, in provincia di Lecce sono le angurie, oltre ai vigneti, a pagare lo scotto maggiore dell’ondata di maltempo che ha imperversato nell’ultima settimana", dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. "È un vero e proprio crack per le angurie - insiste il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele - con i campi allagati e le piantine andate distrutte".

Fonte: Coldiretti 


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