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In Lombardia arrivano le prime «polpette fake»

Sembra carne, nell'aspetto e nel gusto, ma in realtà è 100% vegetale. Dopo il fake-burger, distribuito dalla catena di hamburgerie Welldone, in Italia è arrivata anche la prima "finta" polpetta della startup americana Beyond Meat, composta da proteine di pisello, succo di barbabietola e olio di cocco. A venderla è un altro bistrot specializzato: Paulpetta che, nel suo ristorante di Monza, ha iniziato a offrire una speciale polpetta realizzata al 100% con la rivoluzionaria carne vegetale creata negli Usa.

"Abbiamo fortemente voluto la carne vegetale di Beyond Meat perché ci pare uno splendido punto di partenza per una ri-evoluzione in campo alimentare - dice Viviana Veronesi, fondatrice di Paulpetta - Un prodotto eccezionale che consente quindi una riduzione del consumo di carne animale e un successivo ridimensionamento di allevamenti intensivi e, di conseguenza, delle emissioni di CO2 nell’atmosfera”.



La prima “polpetta fake”, fa sapere l’azienda, è contraddistinta da “un gusto che stupisce e soddisfa anche i palati più esigenti”. La materia prima con cui è preparata “permette una riduzione del consumo di acqua (-99%), suolo (93%) ed energia (-50%), oltre che l’abbattimento delle emissioni di gas serra (-90%) rispetto a quelle prodotte grazie all’allevamento animale e, a livello nutrizionale, non contiene glutine, soia e Ogm, fattori che implicano una lunga serie di benefici per la salute e l’ambiente”. Una scelta coerente quindi con la filosofia di Paulpetta, secondo cui "non c’è evoluzione senza innovazione", e che parte da uno sguardo sempre rivolto alle tendenze che tengano conto non solo del mangiare bene, ma anche consumare in senso etico e consapevole.

Ed è proprio la crescita mondiale del pubblico vegan e vegetariano che ha spinto Beyond Meat a decidere di quotarsi alla Borsa di New York. E’ notizia di ieri, infatti, che la startup americana ha presentato la documentazione per raccogliere fino a 184 milioni di dollari con l’Initial public offering (Ipo), prevedendo di vendere le sue azioni fra i 19 e i 21 dollari. La valutazione complessiva dell’azienda si attesterebbe attorno a un miliardo di dollari.



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