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mercoledì 13 marzo 2019


Pratiche sleali della Gdo, il Parlamento Ue dice sì

Diventa realtà la direttiva europea sulle pratiche sleali nel settore agroalimentare. Dopo il sì all'unanimità del Consiglio Europeo è arrivato, ieri a Strasburgo (Francia), anche quello del Parlamento Ue con una maggioranza di quasi il 90% dei voti. Il testo sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale Ue, diventando così operativo per gli Stati membri. 

Il provvedimento ha raddoppiato, da otto a 16, il numero di pratiche sleali riconosciute dall'Ue, con l'aggiunta: del pagamento per servizi non resi, dell’obbligatorietà di un contratto scritto se richiesto dal fornitore, dell’abuso di informazioni confidenziali da parte dell’acquirente, delle ritorsioni commerciali, dei pagamenti per la gestione del prodotto alla consegna e per la gestione dei reclami dei clienti, dell’estensione del pagamento a 30 giorni per i prodotti deperibili e a 60 per quelli non deperibili e del divieto di trasmettere al fornitore i costi di advertising.

È stato introdotto nella normativa anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci. 

“Finalmente gli agricoltori europei saranno più tutelati - commenta Agrinsieme, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - Non possiamo però non esprimere rammarico per la mancata aggiunta nell’elenco delle pratiche riconosciute della vendita sottocosto anche tramite il ricorso ad aste a doppio ribasso, pratica fortemente distorsiva”.

“Il via libera alla Direttiva europea - sottolinea la Coldiretti - è un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo, che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari. È necessario sanare una ingiustizia profonda - precisa il presidente Ettore Prandini - rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione, senza alcun beneficio per i consumatori”.

"È una grande vittoria per l'Europa e per l'Italia il voto finale, che mette fine dopo 10 anni di attesa alle pratiche commerciali sleali nella catena agroalimentare", evidenzia a caldo il relatore della direttiva Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. Che aggiunge: "Per l'Italia, la battaglia che siamo riusciti a vincere risulterebbe vana se non venisse rapidamente recepita nella legislazione nazionale, estendendo la protezione a tutti i produttori e integrando la lista di pratiche proibite con le vendite sotto costo e le aste a doppio ribasso".


Paolo De Castro

Grazie alla direttiva, oltre alla rafforzata protezione per gli agricoltori, viene fissato a 350 milioni di euro la soglia di fatturato globale delle imprese fornitrici per poter rientrare nel campo di applicazione del provvedimento. "Si tratta - specifica Agrinsieme - di un sicuro passo in avanti rispetto all’approccio iniziale, che tuttavia si pone in contraddizione con l’obiettivo comunitario di aumentare la concentrazione dell’offerta dei produttori: resta uno sbilanciamento tra distribuzione organizzata e fornitori che avrebbe potuto giustificare un limite di fatturato superiore. Auspichiamo pertanto - conclude il coordinamento - che tale soglia venga alzata durante la fase di recepimento della direttiva a livello nazionale, che chiediamo venga avviata in tempi rapidi”.

"Oggi si apre una nuova pagina di regole volte a tutelare gli agricoltori, aziende e cooperative dalle pratiche commerciali sleali della grande distribuzione", il commento del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. "Ringrazio Paolo De Castro per il grande lavoro svolto. Grazie alle nuove norme il lavoro degli agricoltori italiani e tutto il sistema agricolo avrà maggiore dignità. Continuiamo su questa strada - conclude Centinaio - per garantire a tutti i consumatori di avere accesso alle eccellenze e ai prodotti di migliore qualità".
 
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