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venerdì 8 febbraio 2019


Parola d'ordine internazionalizzazione

L’export cala e il sistema Italia studia le contromosse. In un convegno organizzato ieri nella collettiva del Cso sul tema dell’internazionalizzazione, il viceministro Alessandra Pesce ha confermato l’impegno sostanziale per aprire, insieme agli operatori della filiera, nuovi mercati, mentre i massimi esponenti di categorie e organizzazioni di settore hanno dichiarato le rispettive priorità per l’imprescindibile rilancio delle vendite Oltralpe e Oltremare. Tra il pubblico, ad ascoltare anche il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini: la confederazione, con un comunicato stampa, ha lanciato nei giorni scorsi un perentorio Sos legato al calo delle esportazioni, enfatizzando il -12% in volumi.  
 
“E’ drammatico - ha esordito il presidente del Cso Paolo Bruni - che in un Paese nel quale dovrebbero aumentare violentemente le esportazioni per trovare sbocchi alla produzione, il dato dell'export fletta. Il tema dei temi è quello delle barriere fitosanitarie: troppi i dossier strategici ancora sul tavolo, come nel caso di pere, mele e uva in Cina”. Tra i Paesi target, spiccano Cina, Giappone, Taiwan, Usa, Emirati Arabi e, per il biologico, anche Francia e Germania. 

“A cinque anni dall’inizio dell’embargo russo che tanti danni ha fatto - la considerazione del Coordinatore Ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Davide Vernocchi, che più di tutti ha voluto l’incontro di ieri - non abbiamo sufficienti sbocchi alternativi: servono misure strategiche, bene il castasto ma ci sono troppe produzioni a rischio crisi come mele, kiwi, pesche. Dobbiamo sbloccare le situazioni, serve un confronto sistematico; tanti dossier fitosanitari sono aperti da troppo tempo, alcuni, come quello del kiwi, è fermo da 14 anni. Serve una diplomazia più incisiva”.



“Il -5% in valore registrato nella bilancia commerciale dei primi dieci mesi è un dato che non piace a nessuno - ha detto Marco Salvi, leader Fruitimprese - la Spagna esporta per 12 miliardi di euro, noi per 5: dobbiamo darci obiettivi grandi e non accontentarci delle briciole. Bisogna fare sistema, cambiare marcia, le priorità indicate qui a Berlino dal Mipaaft sono importanti. Siamo disponibili a collaborare per trovare Paesi obiettivo, a partire da quelli orientali. Bisogna lavorare anche sulla logistica, creare una rete di ambasciate che promuova i prodotti italiani nel mondo, mettere a disposizione competenze e risorse per sbloccare i problemi fitosanitari”.

Il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini ha evidenziato che “il sistema mercatale rappresenta l’ossatura della rete logistica al servizio dell’agricoltura e dell’ortofrutta italiana in proiezione internazionale”. “Va abbandonata la visione antiquata dei mercati”, ha aggiunto Pallottini. “In questo settore, a differenza di altri ambiti dell’agroalimentare, si sta dialogando per superare ostacoli e incomprensioni del passato: bene così.

“Siamo un’opportunità per il mondo della produzione e per i consumatori - ha aggiunto Valentino Di Pisa, leader di Fedagromercati - il nostro ruolo rimane fondamentale nella filiera pur consapevoli della necessità di evolverci e andare sempre più verso una logica di internazionalizzazione perché i consumi interni calano. Ciò significa anche realizzare piattaforme importanti. I grossisti di molti mercati del nord fanno export transfrontaliero. Negli ultimi anni Fedagro si è impegnata nel realizzare una solida rete fra le aziende dei Paesi Ue, operazione che si è concretizzata con la realizzazione del Manifesto dei Grossisti Europei presentato in Parlamento Europeo lo scorso 23 gennaio e aperto a tutte le rappresentanze europee della categoria. Obiettivi dell’iniziativa sono la realizzazione di nuove opportunità commerciali, il rilancio del ruolo dell’ingrosso e la valorizzazione della ricchezza dell’ortofrutta europea”.

Per Gennaro Velardo presidente di Italia Ortofrutta “il recente accordo per l’esportazione di nocciole in Cina e la possibilità di ricorrere al trasporto aereo per l’esportazione di arance verso i mercati asiatici sono soltanto i frutti più recenti di un lavoro che è necessario portare avanti con sempre maggiore incisività pensandolo non come un ambito di competenza del solo Ministero ma come una delle principali azioni di sistema dell’intero settore”. “Portare valore all'ortofrutta Italiana - ha proseguito Velardo - è un impegno che va perseguito da tutti con unità di intenti ed obiettivi al fine di realizzare un nuovo rinascimento del settore".

Simona Caselli, assessore Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna e leader Arefhl ha ribadito il sostegno all'ortofrutta sui mercati internazionali: “Siamo fattivamente impegnati come Istituzione regionale con la messa in campo sia di risorse finanziarie che tecniche. Importante la riapertura del dossier pere da parte della Cina cui dovranno seguire anche i protocolli per altri importanti prodotti quali il kiwi”.

In chiusura Felice Assenza, direttore Generale delle Politiche Europee e Internazionali ha ribadito che l’Italia “deve fare sistema e mettere a punto tutti gli strumenti necessari per aggregare le aziende anche con l’impiego di risorse finanziarie dedicate. Subiremo le conseguenze della Brexit e occorre reagire sfruttando appieno il nostro sistema logistico. E’ fondamentale - la conclusione di Assenza- la programmazione, la gestione delle risorse e la gestione delle crisi in grado di dare all'agricoltore strumenti di copertura adeguati”.

“Dobbiamo organizzare una task force che coinvolga anche le Regioni per focalizzare l’attenzione sull'apertura di nuovi mercati”, ha concluso la sottosegretaria Pesce. “Mettiamo a punto una modalità di lavoro più snella per creare nuovi sbocchi in tempi rapidi".

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