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venerdì 11 gennaio 2019


Eataly pianta 100 ettari di infestanti per salvare le api

Riportare la biodiversità delle piante infestanti in quelle zone d'Italia dove sta scomparendo a causa dell'agricoltura intensiva. Parte da questa premessa il nuovo progetto di Eataly "Bee the future" che si pone l'obiettivo di seminare circa 100 ettari in tre anni con i fiori più amati dalle api, in modo da richiamare questi insetti impollinatori. Perché, come spiega il gruppo distributivo: "Per fare un seme ci vuole un'ape".

"Senza le api - fa sapere Eataly - sparirebbero dalle nostre tavole 70 delle principali 100 colture del mondo, tra cui albicocche, fragole, ciliegie, mele, pere, agrumi, pesche, kiwi, castagne, susine, mandorle, meloni, aglio, pomodori, cetrioli, cavoli, ravanelli, asparagi, zucchine, carote e cipolle. A partire dal 2006, però, il declino delle api è diventato impressionante. In Europa la mortalità delle colonie si è attestata intorno al 20%".

Alla luce di questa situazione, la catena italiana ha quindi programmato un mega intervento di riforestazione con il supporto di Arcoiris, azienda sementiera biologica e della Fondazione Slow Food, e avviato le semine in quattro aree della Penisola destinate alle monocolture della nocciola (Lazio), del mais (Piemonte) e del vitigno Prosecco (Veneto), nonché agli allevamenti intensivi di bovini (Pianura Padana).




La società Arcoiris, da parte sua, ha messo a punto un miscuglio di semi biologici e non ibridi composto da dieci piante (grano saraceno, trifoglio alessandrino, coriandolo, facelia, lino, senape, sulla, rucola, girasole, trifoglio incarnato), il quale è stato poi seminato da diversi agricoltori - chiamati “agricoltori resistenti” - durante la scorsa primavera. Tra questi Cecilia Vergante, titolare della Fattoria Accanto di Modena, che sottolinea: "In azienda avevamo già delle spirali di fiori che richiamavano gli insetti e delle arnie con le api. Il fatto che la nostra fattoria sia piena di insetti è un vanto: e ora saranno ancora di più".

Ma sono tanti i partner agricoltori coinvolti in "Bee the future”. Il sito web di Eataly racconta, a questo riguardo, le storie di Mauro Iob dell'Agriturismo Iob (Vetralla, Viterbo) e della giovane Giulia Davico dell'Azienda agricola Biomonte (Montegioco, Alessandria). "Ero abituato a seminare come sovescio piante mellifere e pollinifere, creando dei miscugli - sottolinea il primo - Eataly, Arcoiris e Slow Food mi hanno tolto gran parte del lavoro". "Conosciamo bene - aggiunge Davico - il tema della moria delle api e del pericolo che corre la biodiversità. Per questo siamo entrati a far parte del progetto con entusiasmo".


Mauro Iob
 
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