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venerdì 13 luglio 2018


Pere coscia, primi stacchi nell'Agrigentino

E' appena partita in Sicilia la stagione delle "piccole" pere coscia. Le prime raccolte sono iniziate nel Agrigentino, areale di produzione precoce dove questo prodotto si coltiva dagli anni Trenta del Novecento.

"La nostra pera coscia, coltivata negli stessi comuni che fanno parte dell'areale dell'Arancia di Ribera Dop, ha caratteristiche qualitative uniche rispetto alle produzioni di altre zone siciliane", dice Paolo Parlapiano, responsabile commerciale della Parlapiano Fruit, azienda locale specialista nella commercializzazione di questo frutto verso il canale della Gdo nazionale. 

A livello gustativo, infatti, la pera coscia di Ribera è super dolce e presenta una polpa croccante ma allo stesso tempo succosa. “Queste peculiarità sono determinate dalla qualità del terreno e delle acque. I frutti, poi, sono sempre raccolti al giusto grado di maturazione, misurando in campo il grado Brix, la durezza e altri parametri - evidenzia Parlapiano - Non acceleriamo mai la maturazione delle pere con cicli di deverdizzazione, ma preferiamo puntare sulla naturalità".



In questa stagione, le condizioni climatiche favorevoli rendono le pere coscia di Ribera ancora più gustose e belle. Un altro punto di forza che gioca a favore dell'Agrigentino è la storicità delle tecniche di produzione, tramandate di generazione in generazione. 

"La raccolta che gestiremo sarà nella media, anche livello di pezzatura, e confidiamo di poter continuare a incrementare le vendite e acquisire nuovi clienti. Le prime spedizioni saranno effettuate nel corso della prossima settimana". A seconda delle preferenze delle catene, il prodotto può essere richiesto in cestini da un chilo, 750 grammi e 500 grammi oppure sfuso in casse 30x40. 



Il prossimo passo è l'avvio dell'iter per tutelare il prodotto attraverso un marchio di qualità riconosciuto dall'Unione europea. "Siamo convinti che, come nel caso dell'Arancia di Ribera Dop, protetta nel 2011, vi siano tutte le condizioni per poter avviare un percorso di certificazione - conclude Parlapiano - volto a valorizzare la nostra pera coscia con la Dop".

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