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giovedì 23 aprile 2015


Certificazione vivaistica vegetale, norme penalizzanti

In occasione della 78° edizione della Mostra dell'Agricoltura di Faenza e del 39° MoMeVi, si è tenuto il 20 marzo un convegno dal titolo "Le nuove norme per i materiali di propagazione vegetali".

L'evento è stato organizzato dal Civi Italia (Centro Interprofessionale per le attività vivaistiche) e dal Cav - Centro attività vivaistiche di Tebano - allo scopo di fare il punto sugli aggiornamenti normativi in materia di certificazione dei materiali vegetali e per presentare le iniziative di Civi Italia volte a qualificare le produzioni vivaistiche nazionali.

"Il nuovo assetto legislativo europeo entra in vigore nel gennaio 2017 - spiega Giandomenico Consalvo, presidente di Civi Italia - e presenterà uno stato fitosanitario inferiore delle piante certificate, rispetto agli attuali standard italiani. In questo modo si finirà con il penalizzare il livello qualitativo finora raggiunto dalle produzioni vivaistiche nazionali, equiparando con il termine certificato piante che non daranno la stessa garanzia di quelle italiane. In questo contesto, Civi Italia sta cercando di mettere a punto un processo di certificazione a marchio privato che non disperda l'enorme lavoro finora svolto e, soprattutto, permetta alle produzioni vivaistiche nazionali di poter continuare ad essere qualificate con i più elevati livelli di garanzia. Per fare questo dobbiamo fare sistema e rimanere uniti nel perseguire il nostro obiettivo".

"Il nostro attuale sistema di certificazione nazionale, promosso dal Civi Italia, è punto di riferimento per la produzione di materiale vivaistico - spiega Marco Pancaldi, direttore del Cav di Tebano -, e rappresenta il più alto standard di mercato in commercio. Il sistema di certificazione vivaistico volontario si basa su tre Decreti pilastri e che oggi ha sette anni d'età. Siamo però ad un momento di crisi perchè sta per entrare in vigore la nuova direttiva europea 2008/98 che sarà operativa dal gennaio 2017 e che modificherà gli standar qualitativi obbligatori al ribasso. L'Italia ha però deciso di mantenere quanto fino ad oggi fatto e continuare a garantire l'elevato livello di qualità del materiale prodotto".



Fonte: Agronotizie
Autore: Lorenzo Cricca


a cura di Agronotizie

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