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Semestre italiano, tante sfide per il settore

Inizia oggi il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europa. Importante, importantissimo, anche per il settore ortofrutticolo. "L'agricoltura e l'agroalimentare - ha detto nei giorni scorsi il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina - saranno al centro dell'agenda dei prossimi sei mesi. Vogliamo mantenere un forte rapporto di collaborazione con la Commissione. Tra i temi strategici la sicurezza alimentare, la lotta agli sprechi, il ricambio generazionale in agricoltura, insieme allo sviluppo degli accordi internazionali tra l'Ue e i Paesi terzi. I prossimi sei mesi dovranno servire all'Europa e al nostro Paese per compiere un salto di qualità, anche nell'approccio alle politiche agricole. Immagino ad esempio una revisione di medio termine della Strategia Europa 2020, incentrando il dibattito sull'innovazione e spingendo su strumenti di contrasto alla disoccupazione giovanile e sulle opportunità per i giovani agricoltori”.


Maurizio Martina

"Tra i dossier istituzionali - ha sottolineato il Ministro - porremo mano al completamento della Riforma della Pac, gli atti delegati sui pagamenti diretti e in particolare lo schema di autorizzazioni per l'impianto dei vigneti. Dovremo lavorare molto sulla proposta di regolamento dei prodotti biologici e intendiamo imprimere un cambio di passo al dibattito su questo dossier, raggiungendo entro dicembre un accordo sui principi cardine". “Naturalmente - ha proseguito Martina - non potremo non fare riferimento al grande appuntamento di Expo 2015 ed al suo tema principale, a cui sarà dedicato tra l'altro il Consiglio informale dei Ministri dell'agricoltura che si terrà a Milano a fine settembre".


Paolo De Castro

Per Paolo De Castro, presidente uscente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, le priorità sono “le nuove regole sull’agricoltura biologica, i negoziati commerciali di libero scambio Ue-Usa, al cui interno la tutela delle produzioni di qualità certificata rappresenta uno degli elementi principali, la difesa delle produzioni vitivinicole dalla liberalizzazione senza criterio dei domini web, la riflessione sul futuro del settore lattiero-caseario dopo la fine del regime delle quote: tutti temi da condividere e da affrontare con urgenza”.

Per Carlo Bianchi, coordinatore di Fruitimprese la presidenza di turno dell'Ue all'Italia giunge forse nel momento più opportuno: "Oltre alle prossime nomine e alle problematiche di natura economica e sociale, di cui necessariamente si dovrà discutere, vi sono diverse questioni di basilare importanza per il nostro settore che verranno affrontate nel corso del semestre. Si auspica pertanto che il Governo italiano sappia agire con l'impegno e la concretezza che lo hanno contraddistinto fino ad oggi".



Paolo Bruni

Paolo Bruni, presidente del Cso, non ha dubbi: "Per il bene del settore occorre stringere forti alleanze con i Paesi del Mediterraneo; quello che serve è un gioco di squadra con Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, perché la contrapposizione tra Nord e Sud dell'Unione è storica e per risultare vincenti, approcciando correttamente il confronto con gli Stati Uniti e con gli altri referenti planetari su temi cruciali quali le liberalizzazioni, è necessario oggi più che mai fare gioco di squadra". 



Ambrogio De Ponti

All’orizzonte si profilano mesi decisivi: ne è convinto anche il presidente di Unaproa Ambrogio De Ponti (cliccare qui per l’articolo di Italiafruit News in merito pubblicato nei giorni scorsi). Ieri, alla vigilia dell’inizio del semestre e degli appuntamenti che definiranno il prossimo quadro di riferimento anche per il settore ortofrutticolo, De Ponti ha sottolineato in un comunicato stampa che “essendo ormai entrata nel vivo la Programmazione dello Sviluppo Rurale 2014-2020 così come la definizione della Strategia Nazionale Ocm ortofrutta che rimarrà in vigore almeno fino alla fine del 2015, è tempo di scelte importanti che saranno determinanti nei prossimi anni: per questo chiediamo che sia garantita nei fatti alle Op e alle Aop la funzione  che la riforma della PAC ha sancito nel 2013”.
 
De Ponti si dice “molto preoccupato che l’impegno profuso in sede comunitaria venga vanificato in sede di attuazione per colpa della burocrazia e di una volontà più o meno espressa di lasciare le cose così come stanno: mi riferisco in particolare al problema della coerenza e complementarietà tra  Ocm e Psr. Nella passata programmazione 2007-2013 le Op e i loro produttori associati sono stati indubbiamente penalizzati dalla demarcazione posta in essere per evitare il rischio del doppio finanziamento”.

E conclude: “Serve un salto di qualità e per questo non vogliamo che la proposta ministeriale che si basa sulla possibilità di verifica attraverso un sistema informativo - di per sé positiva - in assenza di quest’ultimo, sia condizionata o vanificata per tornare alle precedenti norme di demarcazione che sono da rigettare in toto. Non possiamo più accettare  che in nome dei controlli siano limitate le possibilità di accesso alle risorse comunitarie. Piuttosto si organizzino meglio i controlli che già si fanno”.

Come dire: la sfida europea è importante, ma bisogna iniziare a sciogliere anche i tanti "nodi" interni...

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